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Politica | 23 aprile 2021, 12:13

Angela Motta: “Il carnefice Mussolini e la vittima Segre non possono essere premiati nello stesso modo”

La consigliera interviene in merito alla revoca della cittadinanza onoraria di Asti al dittatore discussa nel corso della movimentata seduta di ieri

Angela Motta

La cittadinanza onoraria non è un diritto acquisito, soprattutto se colui che ne ha beneficiato ha basato la sua azione sulla negazione della democrazia e della libertà. La richiesta di revocare la cittadinanza onoraria a Mussolini è un atto di memoria attiva, è un atto con il quale non si cancella la storia, ma si conferma la volontà di una comunità di dichiararsi antifascista, di non volere tra i suoi cittadini onorari un dittatore che porta con sé la responsabilità di milioni di vittime.

Non possiamo che considerare la revoca della cittadinanza onoraria a Mussolini un atto doveroso in memoria delle vittime del fascismo e dei valori della Resistenza che hanno fondato la società democratica di oggi. È un atto di libertà in un momento storico in cui si assiste alla recrudescenza di fenomeni e pensieri di intolleranza e razzismo.

Nel novembre del 2019 avevo chiesto di riconoscere a Liliana Segre la cittadinanza onoraria del comune di Asti. Segre, Senatrice a vita, a 13 anni fu arrestata con la sua famiglia e deportata nel campo di concentramento di Auschwitz. Sopravvisse, ma fu una dei pochi bambini (25 su 776 sotto i 14 anni) a ritornare vivi a casa dopo la deportazione nel campo di sterminio nazista.

Liliana Segre si è sempre battuta contro ogni forma di intolleranza e odio, ma è diventata uno dei bersagli preferiti, suo malgrado, degli odiatori della rete che avvelenano il dibattito politico e, sempre più spesso, pretendono di riscrivere la storia mettendo perfino in dubbio i crimini dell’Olocausto.

Il carnefice Mussolini e la vittima Segre non possono essere premiati nello stesso modo: il giudizio sul dittatore è, e deve restare all'unanimità, un giudizio di condanna. Troppe volte sentiamo dire che il tema dell'antifascismo è divisivo: divide fascisti e antifascisti? Forse la memoria non ci ha ancora immunizzati dalle barbarie del fascismo per questo dobbiamo continuare a credere nel "25 aprile" come simbolo di libertà e di speranza.

Angela Motta - Consigliera comunale Italia Viva

Comunicato stampa

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