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Al Direttore | 25 aprile 2021, 12:00

"Anche al generale Badoglio va revocata la Cittadinanza onoraria di Asti"

Firmò il “Manifesto della razza” nel 1938. Le riflessioni dello scrittore e giornalista astigiano Stefano Masino

"Anche al generale Badoglio va revocata la Cittadinanza onoraria di Asti"

Il Comune di Asti, seguendo l’esempio di altre città italiane, ha revocato la Cittadinanza onoraria a Benito Mussolini risalente al 24 maggio 1924. Contemporaneamente, a distanza di un anno di quella assegnata alla senatrice Liliana Segre, ha deliberato la Cittadinanza onoraria al Milite ignoto, nel centenario della sepoltura all’Altare della Patria al Vittoriano di Roma (4 novembre 1921).

Ora, tutti sanno o dovrebbero sapere, che il milite ignoto è un militare morto in una guerra (all’epoca la Grande Guerra del 1915-18) il cui corpo non è stato mai identificato. La sua tomba, dunque, è una sepoltura simbolica. Tutti o quasi tutti, in famiglia, abbiamo un nonno o un bisnonno caduto nella prima o nella seconda guerra mondiale che non ha fatto ritorno a casa.

 

Personalmente ho un bisnonno, il sergente astigiano Giovanni Amerio, che cadde nella Grande Guerra (fu travolto da valanga per soccorrere un soldato a Valle Vanoi nel 1917) e venne decorato post mortem con medaglia d’argento al valor militare.

Fatta questa doverosa premessa, viene da domandarsi come fanno a stare nello stesso Albo dei Cittadini onorari il milite ignoto e il generale monferrino Pietro Badoglio (1871-1956), tra i principali artefici con il generale Luigi Cadorna della disfatta di Caporetto (1917). Badoglio, infatti, ricevette la cittadinanza onoraria di Asti un anno dopo quella di Mussolini, il 7 ottobre 1925.

Come Mussolini poi, ancora peggio è l’accostamento alla senatrice Liliana Segre, deportata nei campi di concentramento nazisti, con lo stesso generale Pietro Badoglio, il quale fu sempre a strettissima collaborazione con il Duce e a servizio della dittatura fascista per vent’anni (1922-1943), risultando tra l’altro tra i sottoscrittori del “Manifesto della razza” del luglio 1938.

 

Anche dopo essere succeduto a Mussolini, come Capo del governo, in quel tragico 8 settembre, Badoglio non assunse iniziative significative per abrogare la legislazione antiebraica. Ciò avverrà solo, tardivamente, tra il 1944 e il 1947, a conflitto chiuso, dietro sollecitazione degli Alleati.

 

Concludo dicendo che l’assegnazione della Cittadinanza onoraria era nata come una cosa seria. Dovrebbe essere rarissima e motivata. Per esempio lo fu nel caso di Giuseppe Saracco (1821-1907), presidente del Senato e presidente del Consiglio, che ricevette la Cittadinanza onoraria di Asti nel 1893 per aver fatto autorizzare la costruzione della ferrovia strategica Genova-Asti (passava per Ovada, Acqui e Nizza Monferrato).

Quella di Mussolini, pur sbagliata sotto un profilo storico, lo è stata sotto un profilo di convenienza per Asti, in seguito elevata a capoluogo di Provincia nel 1935.

 

Dipendesse da me, abolirei tutte queste cittadinanze onorarie. Sono sicuro che alla senatrice Segre non importi più di tanto. A Lei interessano piuttosto le battaglie per eliminare i razzismi e le diseguaglianze. Ecco, io approverei subito lo ius culturae e darei la Cittadinanza italiana a tutti i ragazzi che studiano nelle Scuole italiane.

 

Stefano Masino

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