Limiti di sosta troppo stringenti, centinaia di multe e un sistema che rischia di penalizzare residenti, lavoratori e pendolari anziché regolare efficacemente la mobilità urbana. Sono queste le criticità sollevate in un'interrogazione presentata da Mario Malandrone di Ambiente Asti, indirizzata al sindaco e all'assessore competente del Comune di Asti, che chiede una revisione complessiva della disciplina del disco orario in diverse zone della città.
Via Artom e le nuove dinamiche dei parcheggi
Al centro della questione c'è innanzitutto via Artom, dove da tempo sono presenti stalli di sosta bianchi regolati da disco orario con limite di un'ora. Un contesto che, sottolinea Malandrone, è stato ulteriormente modificato dalla recente attivazione dei parcheggi a pagamento di piazza del Palio e dello scalo Babilano.
"Nel corso degli anni, tali limitazioni temporali non sono state oggetto di una revisione complessiva, nonostante il mutamento delle condizioni di mobilità e di fruizione dell'area", spiega il consigliere di Ambiente Asti.
Trenta minuti per parcheggiare: le zone critiche
Ma via Artom non è l'unica area sotto osservazione. Situazioni analoghe vengono segnalate in corso Felice Cavallotti, corso Savona e viale Partigiani, dove l'applicazione di limiti temporali particolarmente rigidi – in alcuni tratti appena 30 minuti – avrebbe prodotto un elevato numero di sanzioni e diffuse criticità per l'utenza.
"In molti di questi tratti il tempo di permanenza è addirittura 30 minuti, con poco interesse di attività commerciali, ma che crea disagi a cittadini, residenti, lavoratori", evidenzia Malandrone.
Viale Partigiani: centinaia di multe in sette mesi
A supporto delle proprie argomentazioni, il consigliere cita i dati relativi a viale Partigiani: nel periodo compreso tra il 10 marzo e il 7 ottobre sono state elevate centinaia di sanzioni, sia per sosta oltre il tempo consentito sia per mancata esposizione del disco orario.
"Questi numeri dimostrano un sistema che appare poco aderente alle reali esigenze del territorio", afferma Malandrone. "Il rischio è che il disco orario si trasformi in uno strumento prevalentemente sanzionatorio, piuttosto che in un mezzo di regolazione equilibrata della mobilità urbana".
L'effetto collaterale: la caccia al parcheggio gratuito
Tra le conseguenze negative del sistema attuale viene indicato anche l'incentivo, per lavoratori e pendolari, a compiere continui giri alla ricerca di parcheggi bianchi, con evidenti ripercussioni sul traffico e sull'inquinamento.
"Un sistema di sosta efficace dovrebbe garantire un adeguato equilibrio tra rotazione dei veicoli, esigenze dei residenti, fruizione dei servizi e sostenibilità economica per cittadini e attività", sottolinea il consigliere di Ambiente Asti.
L'interrogazione pone al Sindaco e all'Assessore competente cinque quesiti specifici: dall'adeguatezza degli attuali limiti di sosta in via Artom all'esistenza di studi aggiornati sull'impatto delle regole vigenti, passando per la richiesta dei dati completi sulle sanzioni elevate nelle diverse zone.
Tra le soluzioni prospettate da Malandrone, l'estensione dei tempi di sosta fino a 2 ore e una rimodulazione complessiva delle aree a disco orario, insieme a misure specifiche a tutela di residenti, lavoratori e utenti dei servizi.
"Chiediamo che questa interrogazione venga discussa in Consiglio comunale", conclude Malandrone. "È un tema che tocca quotidianamente migliaia di astigiani e merita un confronto pubblico serio".














