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Cronaca | 04 giugno 2021, 19:24

Uccise la sorella perché tradiva il marito: arrestato, grazie a intercettazioni in carcere ad Asti, il figlio del boss Alleruzzo

Il fatto è successo nel 1995. La Dda di Catania ha disposto intercettazioni ad Asti dov'erano detenuti Messina e Assinnata: "Alessandro è il mandante…eh…ammazzau...”

Ph carabinieri di Catania

Ph carabinieri di Catania

Le intercettazioni nella cella del carcere di massima sicurezza di Asti, sono state risolutive per un caso siciliano del 1995, rimasto irrisolto.

In quell'anno infatti, Alessandro Alleruzzo, 47 anni, avrebbe ucciso la sorella Nunzia, figlia di uno storico clan mafioso del Catanese legato Cosa nostra, perché tradiva il marito con esponenti del suo clan e di uno rivale.

Alleruzzo è il figlio del defunto boss Giuseppe che negli anni ’70 e ‘80 guidava il gruppo di Paternò di Cosa nostra, al centro di sanguinose faide mafiose, legato alla 'famiglia' Santapaola di Catania.

La vicenda

 Il 25 marzo del 1998, militari del Nucleo operativo della compagnia di Paternò, dopo due telefonate anonime, trovarono in un pozzo dei resti di una donna.

Dal teschio si evinse che due fori eano stati causati da colpi di arma da fuoco. Si trattava dei resti di di Nunzia Alleruzzo e dal carcere, Santo Alleruzzo avrebbe intimato a suo cugino Alessandro di "fare ritrovare il corpo della sorella per darle sepoltura".

 Nunzia Alleruzzo sarebbe stata uccisa dal fratello Alessandro perché "aveva avuto numerose relazioni sentimentali con componenti del clan, abbandonando il marito". Un pentito aveva dichiarato di avere appreso direttamente da Alessandro Alleruzzo che era stato lui ad "avere ucciso la sorella, sporcandosi di sangue e terra per averla dovuta trascinare, per riscattare l’onore della famiglia". 

Intercettazioni al carcere di Asti fondamentali

Pare che tra gli amanti di Nunzia Alleruzzo ci fosse anche Giovanni Messina, rinchiuso nel carcere di Asti, componente del gruppo che aveva ucciso la madre della donna.

La Dda di Catania, alla riapertura dell'inchiesta, ha disposto intercettazioni nella cella del carcere di Asti dove erano detenuti Messina e Salvatore Assinnata, che commentando articoli di stampa che riportavano la notizia delle indagini dei carabinieri affermavano: "... Alessandro è il mandante…eh…ammazzau...” ("Alessando è il mandante, l'ha uccisa").

 

Betty Martinelli

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