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Politica | 07 giugno 2021, 16:24

Più di 3mila assunzioni nelle Rsa piemontesi, per garantire assistenza ai ricoverati

La consigliera regionale del Pd, Monica Canalis chiede uguale attenzione sui centri diurni per disabili

Più di 3mila assunzioni nelle Rsa piemontesi, per garantire assistenza ai ricoverati

La delibera regionale 4/2020 ha consentito l’assunzione nelle Rsa piemontesi di oltre 3 mila tra diplomati, allievi dei corsi per operatori socio sanitari e badanti, privi di qualifica specifica, per sopperire alla carenza di personale che si è generata nella prima fase della pandemia.

"Una misura messa in campo per garantire assistenza agli anziani ricoverati nelle strutture, dove si sono toccate punte di assenza del 50 per cento del personale necessario, perché in mutua o perché migrato verso i reclutamenti predisposti dalle Asl. L’assessorato sta ora lavorando per attivare corsi per qualificare queste figure ed evitare di disperdere il lavoro fatto in questo anno”: il tema Rsa è stata una delle questioni affrontate dall’assessore alle Politiche sociali, Chiara Caucino, nell’audizione davanti al gruppo di lavoro sulla gestione dell’emergenza Covid, presieduto da Daniele Valle.

"È stata creata un’area funzionale specifica all’interno dell’Unità di crisi ed è stato istituito l’Osservatorio, che è diventato nel tempo un fiore all’occhiello”.

Marco Grimaldi (Luv) ha posto una serie di domande, in particolare sul coinvolgimento e il ruolo dell’assessorato rispetto al collocamento delle persone non autosufficienti che venivano dimesse agli ospedali nella fase post acuzie da contagio e sull’approvvigionamento dei dispositivi di protezione individuale nelle strutture.

Monica Canalis (Pd) ha ricordato come ancora oggi sussista il rischio di carenza di personale nelle Rsa, con ripercussioni in termini di qualità delle cure e contenimento del contagio, ed ha sollevato la questione dei centri diurni per disabili, attualmente fruibili solo al 50 per cento, mentre, sempre per il Pd, Domenico Rossi ha chiesto se siano previste misure per sostenere le piccole Rsa, che sono in sofferenza e rischiano di chiudere o esternalizzare i servizi.

La consigliera Canalis si è espressa anche sui centri diurni per disabili.

"A distanza di un mese dalla riapertura delle Rsa per gli anziani e a pochi giorni dall’inizio dei centri estivi per i minori, spiega la consigliera, risulta incomprensibile e quasi discriminatorio il ritardo della Regione Piemonte nella riapertura al 100 % dei centri diurni per persone con disabilità. Si tratta di luoghi indispensabili per la socialità e la vita di relazione dei 4.000 adulti che in Piemonte erano abituati a frequentarli per 40 ore alla settimana, purtroppo ridotte a 22 a causa del COVID. Una vera seconda famiglia per chi ha una disabilità, un punto di riferimento insostituibile, anche per dare supporto, sollievo e accompagnamento alla famiglia d’origine".

Redazione

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