Quando la fiamma olimpica di Milano-Cortina ha attraversato l’Astigiano, l’entusiasmo non è mancato. Le strade affollate, i bambini con le bandierine e l’orgoglio di un territorio tutto in festa hanno accompagnato la tappa. Ma tra i tedofori scelti per portare la torcia, pochi erano gli sportivi del territorio. Una circostanza che non è passata inosservata a molti esponenti di questo mondo.
Una mancata occasione di dialogo
“Ho notati ma nessuno di noi, nel CONI regionale, ha potuto confrontarsi con l’organizzazione”, racconta Lavinia Saracco, delegata provinciale del Coni. “La piattaforma per candidarsi era già chiusa da mesi e, nonostante il mio personale interessamento, non abbiamo avuto contatti. Avrei voluto che i nostri meravigliosi atleti – Alice Sotero, Matteo Piano e Matteo Torchio – potessero rappresentare l’Astigiano come simboli olimpici”.
“Loro c’erano, anche fuori dai riflettori”
Saracco tiene però a precisare che non c’è spirito di polemica, semmai di rammarico: “Loro erano lì, a testimoniare la loro appartenenza vera e profonda, nello sport come nella vita, al movimento olimpico. Anche fuori dalle foto, dagli sponsor e dalle luci della ribalta. Questi sono i valori che contano, che trasmettono ai giovani con i fatti, non con le parole”.
Con la tappa astigiana della torcia olimpica si chiude dunque una giornata di festa, ma resta il desiderio di una maggiore attenzione verso chi dello sport vive ogni giorno, lontano dalle vetrine ma vicino ai valori autentici dell’olimpismo.














