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Cultura e tempo libero | 12 giugno 2021, 12:30

Ad Asti il Museo dei Minerali più piccolo d'Italia. In venti metri quadri, una finestra sul cosmo (FOTOGALLERY)

Nella splendida e inedita cornice della Torre Quartero, si chiama M.A.G.M.A.X, privato ma aperto a tutti gratuitamente, nato dall'estro di Massimo Umberto Tomalino, chimico di 64 anni

Galleria fotografica a cura di Merfephoto

Galleria fotografica a cura di Merfephoto

È il Museo di Minerali più piccolo d'Italia. Si trova ad Asti, nella splendida e inedita cornice della Torre Quartero, tra corso Alfieri e via Roero.

Un progetto bellissimo, ideato da un chimico appassionato, si chiama M.A.G.M.A.X, Museo Astense di Geologia, Mineralogia, Arte Mineraria, Cristallografia e che sarà aperto al pubblico dal 5 luglio in corso Alfieri 360.

Tutto in una stanza, 20 mq e una finestra sul cosmo

La nuova realtà culturale astigiana è tutta in una stanza, in una torre medievale privata, ma aperta gratuitamente al pubblico su prenotazione. Appena venti metri quadri, che rappresentano una finestra sul cosmo, tutta da vivere. Dall'ultimo piano, poi, uno spettacolo unico e impareggiabile, con vista sui tetti del centro storico fino alla chiesa di San Martino e a pochi passi dalla Torre De Regibus e dal Museo Lapidario.

Ieri la visita delle autorità cittadine

Nella giornata di ieri, venerdì, ieri sono state ospiti del museo le autorità cittadine. Il primo a salire sulla torre Quartero è stato il vescovo Marco Prastaro con Francesco Scalfari, direttore di Uni-Astiss Polo Universitario Rita Levi Montalcini.

A seguire il presidente della Provincia Paolo Lanfranco con i figli Benedetta e Pietro - primi bambini nel "museo in una stanza" -, il sindaco Maurizio Rasero, il presidente della Fondazione CrAsti Mario Sacco con il vice presidente Sergio Ebarnabo, il direttore del Parco Paleontologico Astigiano Graziano Delmastro.

Tutti hanno espresso interesse per la nascita della nuova realtà museale cittadina, manifestando intenti di collaborazioni future. 

Questa mattina, poi, il presidente del Parco Paleontologico, Livio Negro, con il conservatore del Museo dei fossili e paleontologo Piero Damarco

Dalla polvere di luna agli elementi chimici

Gli elementi che più hanno colpito i primi visitatori sono stati la polvere di luna, gli elementi chimici della crosta terrestre racchiusi in quattro cassetti, gli attrezzi dei minatori, ma anche l'angolo dedicato alle meteoriti e tanto altro.

I tagliatori di diamanti e la donna non ammessa

Le autorità ieri hanno molto riflettuto sulla condizione dei minatori e la loro attenzione si è soffermata soprattutto su una fotografia, dall'immagine particolarmente rara a livello storico. I soggetti, infatti, sono dei tagliatori di diamanti ai tavoli con i loro strumenti. Accanto a loro c'è anche una donna. Le donne, però, non erano ammesse in questo mestiere e questo dà l'idea di quanto sia rara quell'immagine, finita poi nel museo astigiano. 

Il gesso e l'astigianità

Un museo che parla di astigianità e che contiene anche una vetrinetta dedicata al gesso, l'unico minerale industriale presente nell'Astigiano.

Chi è Massimo Umberto Tomalino

Massimo Umberto Tomalino che ha ideato il museo è un chimico di 64 anni che ha cominciato a coltivare da bambino la passione per la mineralogia. I vent'anni di lavoro all'estero lo hanno portato a scoprire nei negozi di antiquariato, alle aste, nei mercatini di Parigi, Amsterdam, Londra, o attraverso gli scambi con altri collezionisti, pezzi unici di un mondo vasto e misterioso.

Gli astucci e gli ebrei, l'elmetto dell'operaio bambino

Sono gli stessi che tra qualche settimana si potranno vedere al M.A.G.M.A.X, entrando nel vissuto di ricercatori, minatori, scienziati, artisti, tagliatori di pietre preziose. Quelli ebrei scapparono dalla furia nazista, ad Amsterdam, nascondendo negli stivali cofanetti di legno per il trasporto dei diamanti, illusoria speranza di salvezza. Due dei piccoli astucci si faranno guardare al M.A.G.M.A.X insieme ad altri oggetti che tracciano la storia della vita in miniera: l'elmetto dell'operaio bambino della Ruhr, il telefono dei primi del Novecento che, a 600 metri di profondità, comunicava con l'esterno, il corno che risuonava per avvisare sull'imminente scoppio delle mine.

"Qualcosa che non ti aspetti: ecco quello che spero possa trovare qui chi ci visiterà" è il desiderio di Tomalino, originario di Acqui Terme ma con solide radici astigiane.

Libri, figurine, documenti: storie che hanno un nome

In una stanza c'è tutto, anche libri, documenti, cartoline e fotografie, figurine d'epoca a tema e la striscia del 1951 di "Paperino e i gioielli stregati". Si spazia dall'origine della terra al terzo millennio. E c'è il poster del 1969 sullo sbarco dell'uomo sulla luna passato dalla camera da letto del ragazzino Massimo Tomalino a una parete del M.A.G.M.A.X. Storie non anonime, ma dall'alta personalità, che portano tutte un nome. 

I pezzi rari

Tra i pezzi rari, uno dei volumi della prima edizione dell'Enciclopedia ragionata delle scienze, delle arti e dei mestieri di Diderot e D'Alembert: è quello dedicato alla lettera "m" (quindi anche alla mineralogia) e proviene dalla biblioteca della miniera di Anzin, la stessa che visitò Emile Zola per scrivere "Germinale".

Un museo per grandi e piccini, in cui ogni età trova la sua dimensione e in cui è anche possibile toccare con mano i minerali.

Ci si può già iscrivere alle visite guidate (anche in inglese, francese e spagnolo) assicurate dal lunedì alla domenica e a orario da concordarsi: telefonare al 328.1698691 o scrivere a astimagmax@gmail.com.

Il tour virtuale con la fotogallery

Elisabetta Testa

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