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Politica | 21 luglio 2021, 10:05

Duemila medici di famiglia piemontesi sarebbero verso la pensione. A lanciare l'allarme il gruppo Lega Salvini Piemonte

Presentata una mozione perché i ministeri della Salute e dell’Università e della Ricerca, tramite la Regione, si facciano carico al più presto del problema

Duemila medici di famiglia piemontesi sarebbero verso la pensione. A lanciare l'allarme il gruppo Lega Salvini Piemonte

Il gruppo Lega Salvini Piemonte, con il suo presidente Alberto Preioni e il presidente della commissione Sanità Alessandro Stecco, ha presentato una mozione perché i ministeri della Salute e dell’Università e della Ricerca, tramite la Giunta regionale, si facciano carico  del problema di circa duemila medici di famiglia che andranno in pensione entro il 2028.

"Anni di tagli indiscriminati alla Sanità pubblica – 37 miliardi di euro negli ultimi dieci anni, 25 dei quali nel peridio 2010-2015 secondo la Fondazione Gimbe –, scrivono e un mancato rifinanziamento da parte dello Stato delle borse di studio integrative degli specializzandi hanno fatto sì che sempre più piemontesi non possano contare sulla fondamentale figura del medico di famiglia. In Piemonte sono 291 gli ambiti carenti, senza contare che per il periodo 2018-2028 la stima è che oltre duemila medici di famiglia andranno in pensione".

A fronte del sistematico definanziamento della nostra Sanità operato per lo più da governi di centrosinistra – ricorda il presidente Preioni è impensabile che siano le Regioni a farsi carico dei costi per le borse di studio integrative dei futuri medici di medicina generale. L’unica strada, evidentemente impercorribile, sarebbe quella di utilizzare risorse destinate ai Lea, riducendo così i livelli essenziali di assistenza. Piuttosto, i ministeri della Salute e dell’Università dovrebbero incrementare i fondi per le borse di studio, così da garantire i servizi assistenziali per i cittadini piemontesi e assorbire un imbuto formativo che penalizza migliaia di giovani medici”.

Secondo lo studio, per i trienni che vanno dal 2016 al 2023 i posti complessivamente disponibili per i corsi di formazione in tutto il Piemonte sono 832, ai quali si aggiungono 93 corsisti in sovrannumero e quindi a carico della Regione.

"Serve un maggior sforzo del Ministero - aggiunge Stecco - per far fronte ai pensionamenti e quindi per garantire uno standard minimo del servizio per i mutuati. Guardando all’emergenza Covid, una prima contromisura potrebbe essere quella di introdurre una modifica normativa per confermare la possibilità per i medici tirocinanti di ricoprire incarichi di sostituzione dei medici di medicina generale, a tempo determinato e per almeno sei mesi continuativi. Ma è evidente che una vera soluzione può arrivare solo dal Ministero. Sarebbe interessante anche procedere a una ridefinizione del rapporto ottimale che andrebbe avvicinato quanto più al massimale, oltre che una ridefinizione ed ampliamento degli ambiti di scelta”.

I due rappresentanti della Lega chiedono di incrementare da 650 a mille la quota di assistiti per i medici in formazione al terzo anno mantenendo comunque la borsa di formazione, di semplificare l’accesso alla carriera di medico di medicina generale per i medici già in possesso di specializzazione o in sovrannumero, rivedere i rapporti ottimali e gli ambiti di scelta.

"In ultima istanza, suggeriamo di valutare una rimodulazione degli accessi alla facoltà di Medicina, in modo da soddisfare meglio in futuro le esigenze e i livelli minimi di assistenza delle nostre comunità”.

Redazione

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