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Politica | 14 aprile 2026, 08:58

Ridare ad Asti una pista di motocross, la proposta della lista civica Città amica

Dopo l'addio allo storico impianto di Valmanera, si chiede all'amministrazione di individuare un'area dismessa per restituire ai giovani un polo sportivo sicuro e all'avanguardia

Ridare ad Asti una pista di motocross, la proposta della lista civica Città amica

Il ritorno di un impianto dedicato agli appassionati delle due ruote tassellate torna al centro del dibattito cittadino (e nella campagna elettorale in vista delle prossime amministrative) grazie a una nota di riflessione diffusa dalla lista civica Città amica. Mauro Cuniberti, Domenico Lodigiani e Pier Paolo Novara hanno firmato un documento per sollecitare l'amministrazione a valutare la realizzazione di una nuova struttura moderna e sostenibile, in grado di accogliere i numerosi praticanti del territorio.

La nostalgia di Valmanera

Per molti anni, il circuito di Valmanera ha rappresentato un autentico punto di riferimento per il mondo del motocross, non solo a livello locale ma anche internazionale, arrivando a ospitare competizioni di altissimo livello e leggende dello sport come Antonio Cairoli. Questo prima della sua discussa chiusura, legata a vincoli ambientali e irregolarità urbanistiche. "Un luogo dove sport, passione e amicizia si incontravano e dove molti giovani hanno mosso i primi passi", scrivono i referenti della lista civica, sottolineando come oggi questa realtà non esista più e costringa gli sportivi a emigrare verso altre province per allenarsi.

Il motocross viene definito dai promotori dell'iniziativa non solo come uno sport motoristico, ma come un'attività che insegna allenamento, disciplina e "Rispetto delle regole e cultura della sicurezza". L'assenza di strutture regolamentate sul territorio rischia infatti di spingere i ragazzi ad allenarsi in luoghi improvvisati, senza le necessarie tutele e garanzie che un tracciato ufficiale può offrire.

Un progetto a impatto zero

La proposta di Città amica non punta a riproporre i vecchi modelli, bensì a immaginare una soluzione che sia in perfetta armonia con il territorio. Guardando all'esperienza del passato, i firmatari sottolineano l'importanza di non interferire con aree naturalistiche sensibili. L'invito è quello di prendere esempio da altre realtà italiane, come Cremona, Mantova o Malpensa, dove impianti di successo sono nati attraverso "Il recupero di aree inutilizzate, trasformandole in spazi sportivi organizzati, sicuri e rispettosi dell’ambiente".

L'idea è quella di mappare aree dismesse o spazi già destinati ad attività sportive per ospitare un nuovo tracciato. Questo approccio, fondato su criteri di moderna sostenibilità, dovrà naturalmente scaturire da un confronto aperto con cittadini, associazioni sportive e realtà locali, mettendo sempre al primo posto la tutela ecologica.

Opportunità di sviluppo locale

I vantaggi di una simile operazione, secondo i firmatari, andrebbero ben oltre l'aspetto puramente sportivo. La realizzazione di un impianto strutturato offrirebbe ai giovani astigiani un "luogo di aggregazione sano e controllato", rispondendo a una passione storicamente molto radicata in città.

Inoltre, una pista moderna e attrezzata potrebbe diventare un volano economico, capace di attrarre visitatori e sportivi da fuori provincia. "Una struttura moderna potrebbe inoltre ospitare eventi sportivi, raduni e manifestazioni, generando movimento e opportunità anche per le attività locali" evidenzia la nota. Un investimento sullo sport, concludono i rappresentanti di Città amica, rappresenta sempre un investimento sul futuro dei giovani e sulla vitalità dell'intero territorio astigiano.

Betty Martinelli


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