/ Agricoltura

Agricoltura | 23 luglio 2021, 17:43

Firmato ad Asti il rinnovo del contratto provinciale del lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti

L’accordo interessa circa 1.250 aziende agricole del territorio provinciale e quasi 460.000 giornate lavorate nel corso dell’anno

Firmato ad Asti il rinnovo del contratto provinciale del lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti

È stato siglato oggi ad Asti, nella sede di Confagricoltura, l’accordo per il rinnovo del contratto provinciale del lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti.

Il contratto è valevole per il quadriennio 2020-2023, tra le organizzazioni datoriali Confagricoltura (Asti Agricoltura), Coldiretti Asti e Cia ed i sindacati dei lavoratori Flai Cgil di Asti, Fai Cisl Al-At e Uila Uil Asti-Cuneo.

Al fine di monitorare l’andamento del comparto provinciale agricolo, che sta vivendo momenti di difficoltà nelle sue varie componenti, le parti si sono impegnate  a dare piena attuazione ed operatività all’Osservatorio Provinciale al fine anche di
definire le reali necessità (fabbisogni manodopera, inquadramenti e percorsi
qualificanti, andamenti occupazionali) del settore.

"Proprio l’attenzione all’evolversi della attività connesse all’agricoltura - spiegano dalle Associazioni - ha determinato l’inserimento e l’aggiornamento delle figure professionali addette al settore agrituristico ed all’enoturismo".

Particolare sensibilità nei confronti di un tema caldo a livello nazionale, quale quello delle campagne di raccolta, ha portato sperimentalmente, alla loro eliminazione,  mantenendo la qualifica di operaio comune addetto alla raccolta solo per la  vendemmia, attività decisamente importante per il territorio vitivinicolo astigiano.

L’intesa introduce poi elementi qualificanti per quanto riguarda la gestione degli appalti prevedendo che copia dei contratti vengano consegnati all’Ente Bilaterale Ebata ed, a favore dei lavoratori, prevede un adeguamento alle previsioni del
contratto nazionale in materia di permessi straordinari.
Una nuova modalità operativa, in via sperimentale, viene applicata per la gestione dei giorni di carenza, le cui indennità saranno corrisposte a decorrere dal 2022 direttamente al lavoratore attraverso l’Ebata e non più anticipate dal datore di
lavoro.

L’accordo, che interessa circa 1.250 aziende agricole del territorio provinciale e quasi 460.000 giornate lavorate nel corso dell’anno, prevede un adeguamento  retributivo dell’1,8% per tutte le aree e livelli, che verrà corrisposto in due tranche: una prima frazione pari a 0,6% con decorrenza dal mese di luglio 2021 ed un seconda  frazione pari a 1,2% con decorrenza dal mese di dicembre.

Comunicato stampa

Google News Ricevi le nostre ultime notizie da Google News SEGUICI

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium