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Politica | 30 luglio 2021, 17:04

Rapporti tra territorio e istituzioni. Parola ai sindaci: "Si superi la scarsa collaborazione tra enti"

Dopo una nota firmata da più di 30 cittadini, dove si chiede l'intervento degli amministratori, alcuni si espongono, altri preferiscono attendere

Rapporti tra territorio e istituzioni. Parola ai sindaci: "Si superi la scarsa collaborazione tra enti"

Nei giorni scorsi, una nota giunta in redazione, firmata da più di trenta persone della società civile e della politica, con diverse sensibilità, chiedeva l'intervento degli amministratori, sulle recenti diatribe sui rapporti interistituzionali.

Nomine nel cda di Astiss che hanno messo in discussione i rapporti con la Provincia di Asti, hanno acceso l'estate astigiana e agitano le acque in vista del prossimo contronto elettorale.

Denunciata una situazione 'discriminatoria' nei confronti della Provincia

Nella nota si fa cenno ad una situazione "discriminatoria" dell'Ente Provincia in occasioni come l'avvio di tavoli di confronto sullo sviluppo "o come il rinnovo dei vertici del Consorzio Asti Studi Superiori, troppo spesso definito Università di Asti, che peraltro non esiste".

"Un metodo di lavoro e di cooptazione dei vertici e dei componenti, si legge assolutamente blindato, scorretto e non più tollerabile in cui hanno dignità di proposta e, soprattutto di vetrina, soltanto il Comune capoluogo e istituzioni private come Fondazione di origine bancaria e la Banca stessa che, in quanto SpA, dovrebbe badare a fare utili per i soci e non politica, assumendo così un ruolo istituzionale improprio a scapito, in primo luogo, della Provincia".

Il rifiuto del presidente Lanfranco di accettare una nomina istituzionale nel cda di Astiss e l'accettazione della sua (ormai ex) vicepresidente Ragusa, hanno innescato reazioni da più parti. E il confronto deve essere visto assolutamente in modo positivo.

Cosa ne pensano alcuni sindaci del territorio?

Che ne pensano i sindaci del territorio? Ne abbiamo sentiti solo alcuni, certo, altri hanno preferito non esprimersi per varie ragioni.

Chi non lesina critiche è Christian Giordano, sindaco di Villanova, noto per essere una persona "Che non le manda a dire". Le sue sono bordate. "Dal 2012 contesto questo sistema e non l’ho mai nascosto, Ho sempre e solo fatto il sindaco, anche se Villanova avrebbe avuto diritto a qualche nomina. Esiste un sistema dove queste persone non si rendono conto di avere travalicato il buonsenso.

Anche quello che ha detto Ragusa ‘ Mi merito la nomina perché ho due lauree ' ma quante persone ci sono ricche di titoli, competenze e professionalità ma che non fanno parte del cerchio magico?".

Queste cose non fanno bene all'Astigiano

Parole dure di un sindaco che racconta di 9 anni di amministrazione: "Abbiamo sempre scelto solo persone preparate e leali, con le quali magari avere degli scontri che sfociavano però in un reale confronto. Queste cose non fanno bene all’Astigiano. Il problema è quello avere una Provincia decadente e tra le meno importanti del Piemonte o d’Italia, non siamo è in grado di guardare oltre l’ombelico. Un sistema con persone da appoggiare stile paese totalitario degli anni 80. Non si può essere schiavi di un meccanismo dove non si possono dire cose per paura di danneggiare il territorio".

Giordano racconta della richiesta di un finanziamento per una parte di pista ciclabile che non è andato in porto. "Villanova d’Asti con i suoi 5mila abitanti e le sue aziende  produce un pil che permette la ricchezza della banca del territorio e della fondazione. Non chiederò più nulla a chi mi dice 'Io ti faccio avere...’ soldi che sono di tutti. Da quattro anni facciamo richiesta per i nostri progetti a Crt, dove non abbiamo nessuna conoscenza e riusciamo a finanziare progetti e senza sentirci schiavi di dover essere pronti a supportare qualcuno, quando non saranno finanziati sarà perché non saranno meritevoli".

Il confronto è già un bel segnale di attenzione

Più moderato ma chiarissimo il sindaco di Baldichieri Gianluca Forno: "La nota uscita in questi giorni è, a mio avviso, un bel segnale dell'attenzione che tanti cittadini stanno ponendo verso le dinamiche di gestione e governo delle istituzioni del nostro territorio: quindi, prima di tutto, la considero come un fatto assolutamente positivo, un appello al dialogo ed al confronto.La società civile, insieme alla politica, ha certamente ruolo e ragione nell'impegnarsi ad offrire un proprio contributo proattivo, anche critico, sullo stato delle dinamiche amministrative astigiane".

E poi una riflessione sul ruolo della Provincia: "L'Astigiano è fatto di 118 comuni che, certamente, devono sentirsi rappresentati nei diversi tavoli di confronto sul futuro economico, culturale e sociale del territorio. Il ruolo della Provincia come 'casa dei comuni', quindi, deve essere rafforzato e salvaguardato a partire proprio da noi sindaci e dagli organi che rappresentano questa Istituzione. Condivido pienamente con i promotori della nota, quindi, come i recenti episodi di scarsa cooperazione inter-istituzionale debbano essere superati e non ripetuti".

La politica? Deve decidere... e lasciare spazio alle competenze

Sugli incarichi in ruoli di governo ed indirizzo (Partecipate, università, fondazioni, consorzi ecc), il sindaco rimarca che "appare evidente un progressivo indebolimento della politica nella concertazione e capacità di incidere: questo ha implicato nel tempo la tendenza ad occupare molte posizioni con poche persone, senza più veder garantiti quei principi di pluralità, rappresentatività e democraticità che non possiamo permetterci di ritenere superati da altre logiche".

Per Davide Massaglia, sindaco di Marmorito "È ora che i partiti si muovano seriamente. Ben venga tutto ciò che crea confronto e che tutti, da ogni parte politica, si esprimano. I sindaci però a volte hanno paura, timore, i partiti anche. È giusto tutto questo? Essere così succubi di un modo di agire non è giusto, occorre essere sinceri anche con se stessi. In tanti sono coscienti di una situazione ma temono di parlare. Personalmente sono un po' scoraggiato, da uomo di partito e da primo cittadino".

Andrea Gamba, primo cittadino di San Martino Alfier: "Ci sono spazi dove è giusto fare politica nel senso più alto. La politica deve avere la saggezza di lasciare spazio a chi ha competenze e curricula. L'università è uno di quei casi. Secondo me abbiamo perso un po' tutti nel non saper fare un passo indietro, raccogliendo le istanze della Provincia. Il punto non è il Comitato scientifico che non ricopre un ruolo di governo e indirizzo. Si è persa un'occasione".

Betty Martinelli

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