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Cronaca | 19 agosto 2021, 15:35

Afghani in fuga, il Piemonte pronto ad accogliere chi scappa dalla guerra. Ricca: "Basta, invece, con l'immigrazione clandestina"

In Piemonte ci sono due hub, per la prima accoglienza: Castello di Annone e Settimo Torinese. Intanto Villanova e Baldichieri rispondono "presente" all'appello del PD per dare accoglienza ai profughi

Afghani in fuga, il Piemonte pronto ad accogliere chi scappa dalla guerra. Ricca: "Basta, invece, con l'immigrazione clandestina"

"Pronti ad accogliere chi scappa dalla guerra. Basta, invece, con l’immigrazione clandestina”.

Ad affermarlo l'assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte, Fabrizio Ricca, alla luce dell'emergenza in Afghanistan.

"Il Piemonte è una Regione solidale che non ha paura di accogliere chi sta scappando dalla guerra e dai tagliagole talebani. Questa, da sempre, è la nostra posizione", dice Ricca assicurando che "la nostra solidarietà nei confronti del popolo afgano non si mette in discussione. Questa emergenza, però - precisa - ci darà anche la possibilità di mettere, invece, in discussione un sistema di accoglienza che troppo spesso favorisce una immigrazione clandestina che non ha ragion di esistere Apriamo le porte del nostro territorio, quelle dei corridoi umanitari, a chi fugge dall’integralismo islamico ma chiudiamole a chi arriva in massa senza motivazioni umanitarie. La solidarietà, se non segue delle regole - conclude -, diventa un caos che penalizza sia i migranti che i cittadini italiani". 

Parole che trovano corrispondenza anche in quelle del sindaco di Asti, Maurizio Rasero.

"Asti - ha spiegato Rasero - se occorrerà, farà la sua parte dimostrando ancora una volta quel grande cuore che da sempre la contraddistingue".

Intanto l'Amministrazione ha verificato la presenza di 19 cittadini afghani residenti ad Asti, a cui ha scritto per manifestare solidarietà e vicinanza e invitandoli ad un confronto con la giunta martedì 24 agosto. 

Continuano gli arrivi, invece, all'interno dell'hub di Castello di Annone. Per il momento, però, tra i migranti accolti non ci sarebbero afghani.

In Piemonte sono due gli hub. Uno a Settimo Torinese con 100 posti e l'altro proprio a Castello di Annone, con 150 posti. In entrambi i casi si tratta di luoghi di prima accoglienza. 

L'appello del PD

Il Partito Democratico si appella ai Comuni perché diano accoglienza ai profughi afghani e alle loro famiglie in fuga dal loro paese. In Piemonte rispondono "presente" circa in venti, tra cui i capoluoghi di provincia Cuneo e Verbania. Nel torinese, l'ok arriva da Moncalieri, Collegno, Grugliasco, Chieri, Chivasso, Settimo e Piossasco.

"Le immagini provenienti dall’Afghanistan non possono lasciarci indifferenti", scrive il Pd in una nota, "Le responsabilità dell’Occidente sono purtroppo evidenti. Ora quegli stessi Paesi occidentali devono evitare ad ogni costo una devastante crisi umanitaria. Lo devono anzitutto al popolo afghano, alle donne e ai bambini che vedono infrangersi le loro speranze di libertà di fronte al regime talebano". Da qui l'invito all'accoglienza: "In queste ore stiamo sollecitando tutti i sindaci e le sindache piemontesi, dei capoluoghi e dei piccoli comuni, ad attivarsi per supportare una politica di accoglienza coordinata a livello nazionale ed europeo, rivolta innanzitutto a chi ha collaborato con noi in questi anni e nutre fondati dubbi sull’atteggiamento talebano. Uno sforzo che dovrà essere sostenuto, anche economicamente, dal Governo con risorse dedicate".

Sì anche da Baldichieri e Villanova

Ad aderire senza esitazioni all'appello del Pd regionale sono stati, oltre a Cuneo e Verbania, anche Chieri, Collegno, Grugliasco, Moncalieri, Settimo, Chivasso e Piossasco (TO), Bra e Saluzzo (Cn), Baldichieri e Villanova, Valdilana e Mongrando (Bi), Volpedo, Pozzolo Formigaro e Rosignano Monferrato (Al), Vogogna e Gravellona Toce (Vco).

"Questo è il tempo della solidarietà, non della demagogia e del populismo", spiegano i dem piemontesi dunque auspichiamo che questa prima lista si allunghi in fretta, indipendentemente dal colore politico, perché le bandiere a mezz’asta non bastano".

Redazione

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