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Al Direttore | 26 agosto 2021, 07:30

Mense aziendali, "i vuoti legislativi non devono ricadere sulle spalle dei lavoratori". Nota della Fim Cisl

Salvatore Pafundi: "Pronti ad un confronto serio e costruttivo al fine di porre in essere misure eque e compensative”

Immagine generica di archivio

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 Il Segretario Generale FIM CISL Alessandria Asti, Salvatore Pafundi con una nota che pubblichiamo integralmente, torna sul tema delle mense aziendali e green pass.

 Come per il vaccino, il legislatore ha scelto, almeno per il momento, di non introdurre un obbligo generalizzato di possesso del green pass, ma ha individuato alcune attività per le quali, il certificato verde si rende necessario come condizione per il loro svolgimento o per la fruizione di taluni servizi.

Tra le attività in elenco sono compresi i servizi di ristorazione. Su questo punto è sorto il dubbio da parte delle imprese se equiparare o meno le mense aziendali ai servizi di ristorazione.

A dirimere questa incertezza ci ha pensato il Governo tramite una FAQ pubblicata sul proprio sito internet, chiarendo che per consumare i pasti all’interno dei locali aziendali adibiti a mensa bisogna essere muniti di certificato.

Questo chiarimento interpretativo è stato assunto in pieno dai datori di lavoro che di fatto precluderanno l’accesso alle mense aziendali a chi non esibirà un green pass in corso di validità.

Questa presa di posizione non ci trova d’accordo, le mense sono un luogo di lavoro e sono tutelate dai contratti di lavoro, non è accettabile nessuna disparità di trattamento fra luoghi di lavoro e mensa e riteniamo sbagliato introdurre il green pass nelle mense, soprattutto se viene utilizzato con una logica sanzionatoria.

Riteniamo ancora validi i protocolli “anti contagio” condivisi a partire da marzo 2020. Su questo punto è necessario fare un minimo di chiarezza e di cronistoria. A ridosso del lockdown dello scorso anno, vista l’urgenza delle imprese di ripartire con le attività produttive, le parti sociali hanno condiviso dei protocolli di sicurezza (assimilati dai DPCM) da applicare all’interno dei luoghi di lavoro, funzionali al contenimento del contagio e che di fatto hanno permesso la ripresa/prosecuzione dei processi produttivi, garantendo allo stesso tempo un adeguato livello di sicurezza a tutte le maestranze attraverso:

  • Il controllo della temperatura corporea all’ingresso in azienda
  • L’utilizzo delle mascherine più altri DPI
  • La riorganizzazione degli spazi interni
  • Il mantenimento del distanziamento anche con l’adozione di paratie
  • La sanificazione periodica dei locali aziendali
  • La rimodulazione degli orari di lavoro
  • Accessi contingentati nei locali aziendali compresi spogliatoi e mense.

Inoltre le parti hanno deciso di istituire dei comitati formati da delegati sindacali e preposti aziendali con il compito di garantire l’osservanza dei protocolli ed eventualmente di migliorarli e rafforzarli.

Ciò ha permesso di contenere i contagi e ha garantito la prosecuzione delle attività produttive, anche nei periodi in cui la diffusione del Covid aveva raggiunto i livelli più critici. Visto che la gestione condivisa ha ottenuto risultati positivi, ci chiediamo: Perché le aziende, su questo tema, hanno deciso di agire unilateralmente? Perché non sono stati integrati i protocolli già esistenti con provvedimenti ad hoc?

Se gli strumenti utilizzati fino adesso si sono dimostrati efficaci e hanno permesso di utilizzare i servizi di somministrazione pasti in tutta sicurezza, perché non continuare su questa strada?

La confusione da parte del legislatore, la mancanza di regole chiare ed i dubbi interpretativi rischiano di generare divisione e conflitto tra aziende, sindacati e soprattutto tra lavoratori. La responsabilità della classe politica è ricaduta sulle spalle di sindacati ed imprese; in assenza di una norma specifica, la Fim Cisl Alessandria Asti ritiene fondamentale proseguire con il confronto tra le parti per gestire al meglio la situazione e ridurre disagi e criticità future.

La Fim Cisl Alessandria Asti è pronta ad un confronto serio e costruttivo con i datori di lavoro anche al fine di porre in essere misure eque e compensative rispetto alle attuali restrizioni, quali la rimodulazione degli orari o il riconoscimento del ticket a fronte delle situazioni più complesse.

Salvatore Pafundi Segretario Generale Fim Cisl Alessandria Asti

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