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Sanità | 23 settembre 2021, 14:39

Il Cardinal Massaia offrirà un centro di ascolto psicologico per i familiari dei ricoverati

Vi presteranno servizio gli psicologi della struttura di Psicologia Clinica dell’azienda sanitaria, diretta dal dottor Giancarlo Marenco

Il viale di accesso pedonale all'ospedale di Asti

Il viale di accesso pedonale all'ospedale di Asti

Il ricovero di una persona cara presso una struttura ospedaliera può rappresentare un momento di grande difficoltà e provocare ansia, stress, dolore nei familiari che sono in attesa di conoscere una diagnosi o un responso medico. È una situazione in cui può essere importante non sentirsi soli e contare su un aiuto qualificato.

Pertanto, per contribuire ad alleviare il problema, l’Asl di Asti ha deciso di inaugurare un Centro di Ascolto Psicologico dedicato ai familiari e ai caregiver delle persone ricoverate in ospedale. Si tratta di un servizio innovativo, una delle prime esperienze in Italia di questo genere, che ha l’obiettivo di prendersi cura del benessere emotivo non solo dei pazienti o dei familiari di determinate categorie di malati fragili, ma dei congiunti e delle persone vicine a tutti i pazienti ricoverati.

Al piano terra del Cardinal Massaia è stato messo a disposizione uno spazio di ascolto e di supporto, per chi sentisse la necessità di confrontarsi con un esperto, ricevere un sostegno o capire come gestire meglio le informazioni e i sentimenti di stress e confusione.

Ad occuparsi del Centro, che entrerà in funzione a partire dalla prossima settimana nei locali adiacenti all’Urp, vicino all’ingresso dell’ospedale, saranno gli psicologi della struttura di Psicologia Clinica dell’azienda sanitaria, diretta dal dottor Giancarlo Marenco.

Il Centro è aperto il lunedì, il martedì e il mercoledì dalle 15 alle 17. Per accedervi occorre prenotare telefonicamente al numero 0141/487651, in orario 9-13 dal lunedì al venerdì.

“Diamo il via a un nuovo e importante servizio – spiega Flavio Boraso, direttore generale dell’Asl AT –, che vuole occuparsi della presa in carico globale non solo dei pazienti ricoverati, ma anche delle persone a loro vicine, che possono trovarsi in un momento di grande difficoltà, come purtroppo ci ha ampiamente ricordato anche questo anno e mezzo di emergenza Covid. È un passo avanti verso il percorso di umanizzazione delle cure, un aspetto che riteniamo fondamentale nell’assistenza sanitaria”

Comunicato stampa

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