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Scuola | 26 novembre 2021, 13:25

"Parole e immagini contro la violenza" ieri al centro di una mattinata dedicata alle scuole superiori di Asti

Sono intervenuti esponenti della Questura di Asti, del Comando Provinciale dei Carabinieri, del Centro Antiviolenza l'Orecchio di Venere e dello Spazio Anna C del Comune di Asti

"Parole e immagini contro la violenza" ieri al centro di una mattinata dedicata alle scuole superiori di Asti

In occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, il Comune di Asti, in collaborazione con la Commissione Comunale Pari Opportunità e con l’IIS Vittorio Alfieri, ha promosso una mattinata di riflessione e confronto dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado della città, che ha visto l’intervento di esperti della Questura di Asti, del Comando Provinciale dei Carabinieri, del Centro Antiviolenza l'Orecchio di Venere e dello Spazio Anna C del Comune di Asti.

L’evento denominato “Parole e immagini contro la violenza”, dedicato ad insegnanti e studenti, si è svolto nella mattinata di ieri in modalità smart con regia relatori presso l’Aula magna dell’IIS “Alfieri” di Asti.

Immagini con linguaggi diversi, video, teatro, esperienze personali, hanno creato un percorso di approfondimento delle tante realtà di violenza e discriminazione subite dalle donne.

Il sindaco Maurizio Rasero, collegato a distanza, ha introdotto la mattinata sostenendo che "molto è stato fatto ma che c’è bisogno di fare ancora di più affinché si continui nella lotta quotidiana di contrasto alla violenza contro le donne".

Oltre 880 studenti, collegati da 60 classi, si sono fatti coinvolgere da video e spezzoni di teatro recitati dal vivo, da Eros Dal Lago e Selene Riccio, tratti dalla performance teatrale “Il nostro nome… donne” spettacolo di denuncia contro la violenza sulle donne e la discriminazione di genere, diretto dal regista Alessio Bertoli, che ha condotto la mattinata moderando gli interventi e interagendo con gli studenti.

Dopo le immagini si è passati alle parole, con la collaborazione attiva di tutti gli studenti partecipanti attraverso la piattaforma Mentimeter word cloud; i ragazzi, attraverso il proprio cellulare, hanno digitato le parole che gli stimoli condivisi hanno suggerito loro, tutti questi termini hanno formato una “nuvola di parole” che è stata analizzata dai relatori e dagli esperti intervenuti, dando il via ad un interessante e profondo confronto.

L’assessore alle pari Opportunità Elisa Pietragalla ha posto l’accento sull’importanza di trattare argomenti di questa portata con la collaborazione di tutti i soggetti che quotidianamente lavorano per contrastare questo fenomeno, per questo motivo tutti i promotori di questa mattinata si sono messi a disposizione degli studenti e hanno risposto alle loro domande, facendo nascere un confronto costruttivo sui temi e sulle emozioni della giornata.

Al tavolo dei relatori hanno risposto con professionalità e rivolgendosi direttamente agli studenti, la dott.ssa Daniela Campasso della Questura di Asti, il tenente Roberto Iandiorio dell’Arma dei Carabinieri, la dott.ssa Elisa Chechile del Centro Antiviolenza L’Orecchio di Venere, e le assistenti sociali Jennifer Ruotolo e Valeria Pastrone dello Spazio Anna C del Comune di Asti.

La Dirigente scolastica Stella Perrone, padrona di casa e co-organizzatrice dell’evento, ha sostenuto con forza la necessità di rendere protagonisti gli studenti facendo emergere i loro pensieri e le loro paure, nella ferma convinzione che, proprio attraverso il lavoro con i più giovani, si possa aumentare la consapevolezza di un fenomeno tanto importante e attuale.

A conclusione dell’evento, dopo la visione di un ultimo toccante video di testimonianza reale di una ragazza vittima di violenza, realizzato dalla Polizia di Stato – Questura di Asti, l’intervento della Presidente della Commissione Comunale Pari Opportunità, Nadia Miletto, ha ricordato l’importanza dell’ascolto e dell’accoglienza della vittima da parte degli enti preposti; la vera accoglienza e la comprensione della vittima fin dai primi momenti può fare la differenza, e dare un significato più profondo alla frase “Non sei sola”.

Redazione

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