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Cronaca | 18 gennaio 2022, 12:54

Cinque arresti tra Emilia, Lombardia, Piemonte e Marche per furti di opere d'arte

Tra i "colpi" messi a segno anche la sparizione di beni d'arte e di antiquariato sottratti dal magazzino di un antiquario Astigiano

Il logo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale

Il logo del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale

Figurano anche molteplici oggetti d’arte e di antiquariato, sottratti dal magazzino di un antiquario di Grana nell’aprile 2018, tra i beni che i carabinieri del Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) – Nucleo di Bologna ritengono siano stati trafugati dalle cinque persone, una delle quali residente nell'astigiano, arrestate nell’ambito di una vasta indagine, avviata nel settembre 2017, che ha visto i militari del TPC bolognese collaborare con i Nuclei TPC di Napoli, Monza, Torino, Venezia e dell’Arma territoriale.

I carabinieri – operando tra Bologna, Brescia, Napoli, Casandrino (NA), Castrezzato (BS) e Grana – hanno ricostruito le responsabilità dei cinque, indagati a vario titolo, per plurime azioni furtive commesse ai danni del patrimonio culturale. Reati – commessi all’interno di esercizi commerciali di settore, ville nobiliari, musei, luoghi di culto e private abitazioni in genere – cui si somma la relativa commercializzazione dei beni trafugati, con la complicità di rivenditori compiacenti operanti tra l’Emilia Romagna, la Lombardia, il Piemonte e le Marche.

Le indagini hanno preso il via nel settembre 2017, a seguito di una denuncia di furto presentata da un antiquario bolognese che ha lamentato la sparizione di numerose opere d’arte tra dipinti (oltre 30) e beni di antiquariato, per un valore che superava i 100.000 euro. Beni che il commerciante teneva custoditi all’interno di un magazzino adibito alla custodia di opere d’arte a San Lazzaro di Savena (BO).

I successivi sviluppi investigativi, corroborati anche da attività tecniche (tra cui intercettazioni telefoniche e ambientali) e di riscontro mediante l’utilizzo della “Banca dati dei beni culturali illecitamente sottratti” gestita dal Comando TPC, hanno permesso di acquisire numerosi elementi investigativi nei confronti degli indagati, ricostruirne il modus operandi e recuperare parte dei beni trafugati, restituiti ai rispettivi proprietari.

A carico degli arrestati, cinque pregiudicati campani residenti tra le province di Brescia, Napoli e Asti, vengono ipotizzate a vario titolo, singolarmente o in concorso tra loro, responsabilità nei furti di:

  1. numerosi beni d’arte, quali dipinti e beni di antiquariato, ai danni del citato antiquario bolognese;

  2. un cospicuo numero di dipinti, sculture di varie dimensioni e materiali, mobili, beni e oggetti di alto antiquariato, statue raffiguranti personaggi del presepe napoletano, lampadari e altri beni d’arte, per un ingente valore, sottratti da una storica dimora di Chiari (BS) nel mese di novembre 2017;

  3. svariati beni d’arte di interesse storico artistico di natura ecclesiastica e devozionale come acquasantiere del XIV secolo, candelieri in legno, una scultura, ma soprattutto una parte del coro ligneo dell’altare con sedute e inginocchiatoi, asportati dalla Chiesa Parrocchiale di San Tommaso Apostolo di Bondeno di Gonzaga (MN) nel mese di marzo 2018;

  4. molteplici beni d’arte e di antiquariato, sottratti dai magazzini di un antiquario in provincia di Asti, nel mese di aprile 2018;

  5. un pozzo in mattoni in stile neogotico, con iscrizioni in latino e inglese, sottratto da una dimora storica in provincia di Vercelli, nel mese di febbraio 2018.

Durante l’attività investigativa sono state eseguite molteplici perquisizioni e sequestrati numerosi beni d’arte ed ecclesiastici di rilevanza storico-artistica, provento dei furti indicati, trovati nella disponibilità di ulteriori persone, a cui erano stati già ceduti dai componenti del sodalizio criminale, indagate a loro volta per le ricettazioni dei beni rinvenuti e sequestrati.

Tra i 21 dipinti recuperati provenienti dal furto ai danni dell’antiquario bolognese figura: l’olio su rame del XVIII secolo raffigurante “Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio”, un dipinto a olio su tela degli inizi del Settecento di scuola napoletana raffigurante “Ritratto di famiglia” e il dipinto “Lavandaia” a olio su tela di scuola inglese del XIX secolo.

Redazione

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