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Attualità | 03 luglio 2022, 10:00

La Casa di Riposo Città di Asti al centro dell'incontro dei sindacati con l'assessore regionale Marrone

Il Coordinamento Territoriale Cse Sanità e Cse Flpe: "È in fase di elaborazione, da parte degli uffici amministrativi di via Bocca, un piano di rientro entro il 31 Luglio 2022"

La Casa di Riposo Città di Asti al centro dell'incontro dei sindacati con l'assessore regionale Marrone

Tirare fuori dal “cassetto” le reali intenzioni sul futuro  della Casa di riposo Città di Asti.

Nei giorni scorsi  il Coordinamento Territoriale Cse Sanità e Cse FLPL Alessandria Asti, ha partecipato all’incontro con l’assessore alle Politiche Sociali ed Integrazione Socio-Sanitarie della Regione Piemonte Maurizio Marrone.

"Sono state rappresentate le problematiche specifiche relative alle Ipab del nostro territorio, spiegano Stefania Gallo e Bruno Della Calce e particolare risalto è stato dato alla Casa di Riposo Città di Asti e all’Ipab di Bosco Marengo che, come è noto, sono in sofferenza a livello economico, organizzativo e strutturale".

Punto focale resta la gestione di queste strutture e per questo è stata ribadita la necessità di un attento monitoraggio e non solo riferito ai conti in rosso, "ma anche ad alcune decisioni di carattere gestionale che lasciano perplessi come, ad esempio, la gestione del personale di Cucina della Casa di Riposo Città di Asti".

Secondo la Cse Sanità e la Cse Flpl Serve un piano di rientro dalla disastrosa situazione dei conti con la consapevolezza però che, "tale mossa non si riuscirà ad approntare in tempi ragionevoli, occorre sempre e comunque salvaguardare sia le necessità assistenziali dei pazienti, sia garantire agli operatori una prospettiva occupazionale certa anche grazie ad un maggiore monitoraggio delle Strutture secondo quanto previsto dalla Legge n. 12/2017".

È evidente che le operazioni di risanamento debbano esser costantemente monitorate e per questo sono stati invocati interventi e potestà di controllo più penetranti a cura dell’Assessorato.

Durante il Tavolo si è concordato con l’assessore e il suo staff l’inoltro di un’informativa dettagliata struttura per struttura, affinché anche loro possano essere informati delle prospettive dei lavoratori, ed eventualmente, assumere le mosse più opportune.

Relativamente alla Casa di Riposo Città di Asti è stato comunicato che è in fase di elaborazione, da parte degli uffici Amministrativi di via Bocca, un piano di rientro entro il 31 Luglio 2022 per le conseguenti valutazioni ed elaborazioni, si avranno novità più concrete per la fine dell’estate.

"È stato rimarcato che serve, anche alla luce della normativa regionale esistente’ avvalersi dei poteri di controllo per evitare che queste gestioni possano trovarsi esposte in modo poi irreparabile a soluzioni di ridimensionamento o addirittura di chiusura".

La posizione è chiara ed è stata ribadita al tavolo: "I cittadini che si avvalgono di queste strutture e i servizi che vanno loro somministrati dagli operatori devono rimanere punto fondamentale e la qualità degli interventi deve assumere uno standard, a livello regionale, omogeneo e da questo non si può arretrare. Si è consapevoli che la situazione in generale nel nostro Paese non è rosea visto la sofferenza del settore dovuta, secondo noi, all’ ignavia del legislatore nazionale, quelli che noi riteniamo essere servizi essenziali non possono più ricadere nel libro paga delle Ipab o degli Enti Regione, ma devono il prima possibile trovare una risposta nel SSN che deve fornire servizi di prossimità al pari di quanto accade in altri Paesi. Siamo convinti che il metodo, assunto nel nostro Paese, di totale disinteresse da parte della politica e dei rappresentanti del Mondo del Lavoro siano la conseguenza di tale emergenza e che l’unica soluzione sia quella di una totale e repentina modifica delle politiche fino ad ora attuate".

"Tuttavia, concludono dal coordinamento, senza allargare il quadro generale, per il momento noi proponiamo confronti serrati con chi ha la responsabilità gestionale e che si garantiscano operazioni di assoluta trasparenza per evitare diseconomie e si assicurino che gli operatori possano svolgere le loro prestazioni secondo standard di interventi dignitosi e condivisi anche con le rappresentanze sindacali".

Redazione

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