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Cultura e tempo libero | 18 agosto 2022, 12:00

Vacanze nell’Astigiano in attesa di tanti treni turistici

La tratta ferroviaria Chivasso-Asti sta tornando a vivere. Riapertura per ora a scopi turistici, per tornare presto ad altro, per creare rinascita territoriale

Il castello di Montiglio

Il castello di Montiglio

Il turismo ferroviario in Italia è piuttosto agli albori, ma altrove esprime numeri di grande interesse. Tra i vari treni turistici sparsi nel mondo il Napa Valley Wine Train è sicuramente tra i più noti e trafficati. Treno che collega Napa e St. Helena, in California: due corse al giorno sui 58 chilometri della tratta, con soste per visitare cantine e degustare vini.

Nato nel 1989, ha trasportato fino ad oggi oltre tre milioni di persone. Nel 2019 ha creato economia per 58 milioni di dollari. Avvicinandosi, prendete il Nizza–Digne-les-Bains. Conosciuto come il Treno delle pigne, perché passa attraverso molte pinete, percorre le alture della Provenza.

Quattro andata e ritorno tutti i giorni, da maggio a ottobre. I suoi numeri, prima della pandemia, si avvicinavano ai 60.000 turisti anno, di cui oltre la metà con permanenza di più giorni a scoprire con calma il territorio coperto dalla tratta. Nel 2019, 117.000 notti in strutture ricettive, oltre 250.000 pasti, assieme a consumo e acquisto di prodotti tipici hanno supportato l'economia locale per un totale di 16,5 milioni di euro.

Nord Astigiano e Chivassese non vivono certo un momento d'oro e qualche milione da nuovo turismo sarebbe vera manna.

La tratta ferroviaria che collegava Chivasso ad Asti sta tornando a vivere. Con la calma che necessitano, ahimè, certe cose, ma sta tornando. Priva di traffico dal 2011, lo scorso 15 maggio ha visto un primo treno percorrere il ricostituito tratto da Chivasso a Montiglio. Riapertura per ora a scopi turistici, con previsione a breve, vabbè, breve in logica pubblica, di tornare a collegare Asti e il Nord Astigiano a Colline del Po, Torino e Milano. La speranza ora è che, mentre continuano i lavori da Montiglio ad Asti, partano tanti treni turistici.

Pensate a un milanese o a un torinese portato a scoprire il Parco fluviale del Po, addolcito da qualche Nocciolino, prima di salire in treno per raggiungere Monteu da Po e ammirare il sito archeologico di Industria, antica città romana dove affascinarsi tra area sacra, templi di Iside e Serapide, pozzi, sale pubbliche, abitazioni per i sacerdoti, altari, e resti di abitazioni e botteghe artigiane affacciate su vari assi stradali.

Una piccola Valle dei Templi dove immergersi nella storia e nei sapori tipici del posto, degustando qualche piatto della tradizione locale proposto dalle Pro Loco della zona.

E poi, si riparte per cambiare nettamente periodo storico, a Cavagnolo, dove rimirare l'abbazia di Santa Fede, uno dei più rappresentativi monumenti romanici del Piemonte, edificata a metà del XII secolo. La sua facciata promette bene con un bellissimo portale arricchito da colonnine e capitelli finemente scolpiti.

L'interno è indubbiamente importante: tre navate, grande l'abside centrale, campate segnate da alti pilastri in pietra, capitelli dalla grande varietà di forme con motivi floreali e zoomorfi. Insomma un vero spettacolo. Nuova sosta a Cocconato.

Dopo tanta cultura, giusto rifocillarsi con le tipicità eccezionali del posto. Tipicità come la Coconà del Caseificio Balzi e il prosciutto crudo di Cocconato del Salumificio Ferrero.

Prodotti unici che raccontano e celebrano questo bellissimo borgo dell'Astigiano, in coro con i preziosi vini e le bollicine di Bava, che guarda caso ha sede e locali di degustazione proprio di fronte alla stazione. A chiudere il ricco percorso, Montiglio, con gli occhi rivolti al cielo per scoprire le decine di spettacolari meridiane che arricchiscono il borgo, fino ad incrociare il suo possente castello, privato, ma eccezionalmente aperto per l'occasione. Chi vuole si porta la sua bici per raggiungere i vari posti da visitare, gli altri ne prenotano una assieme al resto delle esperienze. Secondo me una bomba.

Cominciare allora a vedere treni turistici credo dovrebbe essere il primo pensiero di ogni amministratore pubblico della zona, la prima email di sollecito, la prima intervista di sensibilizzazione. Nella certezza di trovarli tutti d'accordo, attendo treni e turisti.

Davide Palazzetti

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