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Attualità | 19 agosto 2022, 12:43

Viaggio al campo rom di via Guerra. "Siamo i primi a voler uscire dal campo" [REPORTAGE E FOTOGALLERY]

Questa mattina alcuni consiglieri di minoranza hanno effettuato un sopralluogo: "Siamo per un superamento graduale, serve accompagnamento sociale"

Galleria fotografica MerfePhoto

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Gli zingari, nell'immaginario collettivo sono i 'cattivi', rubano i bambini, lanciano maledizioni, vivono in situazioni di degrado, ci fanno paura, non riusciamo a capirli.

Ma se si prova ad ascoltarli, la realtà può assumere una dimensione diversa e, forse comprendendo davvero determinati bisogni, la società civile ne avrebbe beneficio e gli amministratori farebbero meno fatica.

Via Guerra al centro della cronaca

Il campo rom di via Guerra di Asti è da sempre al centro dell'attenzione: incendi rifiuti, situazione ai margini e molto altro. Negli ultimi tempi è balzata anche agli onori della cronaca l'affermazione del prefetto Claudio Ventrice che, dopo gli incendi continui e l'idea di spostare gli abitanti a Castello di Annone ha chiaramente spiegato come il campo sia un problema di Asti e, come tale, vada risolto dalla città.

Questa mattina alcuni consiglieri di minoranza: Vittoria Briccarello (Uniti si può), Mario Malandrone (Ambiente Asti), Gianfranco Miroglio (Europa Verde Verdi), Valter Saracco (Prendiamoci cura di Asti), Michele Miravalle e Roberto Vercelli del Pd, con il coordinatore provinciale Riccardo Fassone, hanno, accompagnati da alcuni giornalisti, effettuato il giro del campo, ascoltando le persone e raccogliendone le istanze.

Trenta bambini, tanti neonati

Un centinaio di persone, quelle ancora presenti nel campo con una trentina di bambini tra cui diversi neonati, che vivono una situazione che definire senza dignità è davvero poco. I bagni sono solo 3 e non del tutto funzionanti.

Ricorda Miravalle: "Anche se la situazione è stata ridimensionata per diversi abbandoni, è comunque disastrosa. I bagni non sono stati neppure allacciati e loro sono i primi a non voler vivere in questo modo".

Circostanza confermata dagli abitanti che, appurata la voglia sincera di raccontare le loro storie senza preconcetti, ci parlano volentieri.

Le storie

"Bisognerebbe chiudere - racconta uno di loro - volevamo comprare casa ma è difficile che ci affittino case. Avevo quasi concluso con una casa a Pontesuero, ma quando hanno visto mia madre, chiaramente zingara, mi hanno chiuso la porta in faccia".

"Noi vogliamo uscire dal campo - replica una donna -. Siamo nati ad Asti, ormai siamo 'stanziali', conosciamo le tradizioni e le rispettiamo. Vogliamo integrarci, non ci piace vivere così".

"Su questo accampamento ci sono troppo guadagni - sottolinea un terzo -. Siamo Rom non stupidi. Qui a volte arrivano da Torino o Milano, si accampano, fanno casino e poi le colpe ricadono su di noi"

Non si sottraggono a domande sui recenti incendi ed emerge che sono i primi a desiderare telecamere e controlli. A questo proposito, a breve, il 24 agosto, avranno un incontro con il sindaco Maurizio Rasero.

Serve un accompagnamento sociale

Il consigliere Malandrone desidera sapere meglio come sono stati stanziati i 150mila euro per la bonifica, (QUI l'articolo).

"In realtà - chiarisce - 90mila euro sembrano spesi per i new jersey e per gli spurghi, 39mila sulla bonifica. Credo sia fondamentale avviare un processo per farli vivere dignitosamente. Qual è la quota sull'accompagnamento sociale? Il piano B, quello della bonifica ci sembra un po’ monco, siamo per un superamento graduale".

Il punto dell'appoggio sociale è lo snodo attraverso il quale dovrebbe passare il piano. Spiega Vercelli: "Le famiglie sono interessate al superamento della situazione attuale, sarebbe opportuno che una parte dei soldi fosse dedicata all’appoggio sociale. Ci sono tanti bambini in età scolare che non si sa se frequentino le scuole. È necessario che il Comune accompagni le famiglie in un percorso sociale". 

E i bambini si avvicinano curiosi e sorridenti. Tra loro una ricciolina bionda con due splendidi occhi azzurri che ci parla della sua 'piscina'

Per i consiglieri sarebbe utile anche un discorso costruttivo con l'Ecocentro. A volte è difficile conferire anche perché arrivano rifiuti da fuori Piemonte e la situazione è tutt'altro che semplice.

"Noi vogliamo collaborare con l'Amministrazione, ricordano Briccarello e Malandrone - vogliamo misurarci con i progetti, sollecitare l'inserimento di assistenti sociali".

Attualmente ci sono 2 educatori una volta la settimana. "Il lavoro di accompagnamento alle famiglie anche per la burocrazia è fondamentale, i vigili fanno un lavoro prezioso ma paghiamo 5 anni di abbandono. Responsabilità ce ne sono. Il superamento avviene solo attraverso l'accompagnamento sociale. Non si può spostare un problema".

Da anni al lavoro al Centro culturale San Secondo

"I delinquenti ci sono tra noi, ma non siamo tutti uguali, così come non lo sono gli italiani e gli esseri umani", ci ricorda una delle donne mentre prepara il caffè. Lei integrata lo è eccome, lavora infatti al Centro culturale San Secondo e, dopo la morte del marito e i cinque figli da crescere secondo la nostra cultura, difficoltà ne ha avute tante, tantissime. 

La scrittrice astigiana Daniela Grassi che si occupa anche di associazionismo e cooperazione, le aveva dedicato anche un libro.

Intorno, intanto, si radunano un po' di abitanti e ci si racconta, ci si conosce, i bambini giocano, come ovunque, solo che il loro 'parco giochi' non è così accogliente.

Presto le nuove elezioni: "Per chi voterete?". Le risposte sono sorprendenti.

Betty Martinelli


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