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Attualità | 21 agosto 2022, 18:35

Bulimia e anoressia tra giovani, Bittner: "Serve più sensibilità da parte delle istituzioni"

Il presidente della Federazione Italiana Pentathlon Moderno interviene in una nota stampa

Foto archivio

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Riceviamo e pubblichiamo le considerazioni di Fabrizio Bittner, presidente della Fed. Italiana Pentathlon Moderno.

Leggo con tristezza unita a una leggera disperazione su La Stampa del raddoppio dei casi di bulimia e anoressia post-covid, nell’Astigiano.

È evidente, ormai, che questa città non sa dare riposte, non sa anticipare i temi, non sa prevenire, si pone il problema nel momento dell’allarme, generalmente è tardi, per chi purtroppo soffre di certi problemi, forse non lo è se si comincia a pensare a un contesto sociale a dimensione di infanzia e adolescenza, se si considera anche questa fascia di età come una popolazione, e se per questa fascia di età si pensano delle proposte in grado di ridurre, attenuare o evitare, simili disagi che poi si trasformano in malattie croniche, pericolose derive e possibili continuazioni di nuove pandemie.

Un micro sistema sociale come il nostro, una cittadina di provincia e una provincia anch’essa di dimensioni gestibili, possono mettere al centro un tema come il “futuro dei giovani” come creare un “habitat sociale” che consenta ai nostri giovani di vivere serenamente l’infanzia e l’adolescenza, di crescere e studiare e inserirsi nel tessuto lavorativo cittadino; vediamo le città con alti livelli di qualità della vita, avere dimensioni analoghe alla nostra, quindi il tema è la nostra mentalità.

Sono possibili sinergie, nel nostro piccolo mondo, che leghino la scuola, la cultura, lo sport e il divertimento, settori essenziali per la crescita di un giovane, settori che, se sono in grado di creare proposte a dimensione di adolescente, possono attenuare i disagi, le difficoltà e quindi il formarsi di patologie, spesso legate a questa età, già difficile di per sé.

Sarebbe ora che a tutti i livelli, questi mondi, questi ambienti, iniziassero a essere sinergici tra loro, a farsi domande su quali sono i problemi dei giovani d’oggi e a trovare delle strade, delle soluzioni. Ciò può nascere solo dal confronto e dall’approfondimento.

La società è cambiata, il digitale in particolare ha proiettato gli adolescenti di oggi in un’altra dimensione, occorre tenerne conto se ci si vuole relazionare con loro, occorre approfondire il tema ed essere preparati: in primis la scuola che ha il dovere di istruire considerando le differenze e al seguito tutti gli ambienti che interagiscono con queste età.

Sarebbe opportuno che tutte le nostre istituzioni cittadine iniziassero ad avere più sensibilità per questi temi, ne va del futuro dell’intero contesto sociale, perché in ogni caso parte di questi giovani saranno il nostro futuro, forse è ora di cominciare a pensare a loro sul serio, prima e non dopo la diffusione di situazioni di disagio, non è solo un tema soggettivo, individuale, che si moltiplica, ma un vero e proprio tema sociale.

È risaputo che da tempo mi occupo di sport a diversi livelli, e che anche lo sport può essere un ottimo catalizzatore in grado trovare soluzioni positive e interessi per queste fasce d’età, ma anche lo sport deve cominciare a farsi domande su come coinvolgere, su che proposte fare, fermo restando che lo sport ha necessità vitale di sinergie con l’Ente pubblico (gli impianti sportivi, la gran parte sono patrimonio pubblico) e con la scuola, che non deve vedere lo sport come un nemico che intralcia la formazione di un giovane, ma sinergico ad essa.

Anche la scuola deve finalmente ammettere, nel 2022, una dignità all’attività sportiva che impegna i giovani, secondo obiettivi di risultato, di crescita individuale e di gruppo, attraverso l’instaurarsi di relazioni sane, si presuppone, comunque in grado di contribuire a una crescita individuale che aiuta a prevenire situazioni di disagio.

È ora che i mondi che oggi ruotano intorno ai giovani, comincino a parlarsi.


Fabrizio Bittner

Al direttore

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