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Attualità | 26 agosto 2022, 19:45

Gioco d'azzardo: "La vera causa dell’aumento dei malati ludopatici in Piemonte è il cambio di legge"

Lo affermano, in una nota stampa, Libera e Cgil Asti

Gioco d'azzardo: "La vera causa dell’aumento dei malati ludopatici in Piemonte è il cambio di legge"

Riceviamo e pubblichiamo.

 

Apprendiamo dalla stampa locale una serie di inesattezze riguardanti il GAP (Gioco d’Azzardo Patologico), un tema caro a tante e tanti cittadini oltre che a oltre 40 realtà piemontesi. Gli ultimi mesi ci hanno visti impegnati in centinaia di banchetti in tutto il Piemonte per la raccolta firme per portare all’attenzione del consiglio regionale una proposta di legge d’iniziativa popolare per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico.

Per questo motivo e non solo ci preme sottolineare che l’aumento dei malati ludopatici non sia legato alle conseguenze della pandemia, bensì da un inspiegabile dietrofront voluto dall’attuale giunta regionale presieduta da Alberto Cirio. La Regione Piemonte, infatti, era già dotata di una legge (9/2016) in materia di contrasto alla ludopatia che aveva portato notevoli risultati positivi. A partire dal 2016, anno di approvazione della legge, si è rilevata una decrescita del volume di giocate pari al -11% (572 milioni di euro). I dati parlano chiaro.

Il minor volume di gioco è correlato al volume di perdite da parte dei giocatori con un netto calo del -16.5% per il Piemonte, a fronte di una decrescita molto più lenta (-0,9%) per il resto del Paese. Questo significa che nel 2019 – anno in cui è entrata pienamente in vigore la legge del 2016, senza le ripercussioni socio-economiche della pandemia – i giocatori hanno perso 206 milioni di euro in meno rispetto a quanto avevano perso nel 2016. La legge 9/2016 stava dunque producendo i suoi frutti, confermandosi un impianto normativo virtuoso a tutela delle fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione.

Il co-referente di Libera Asti, Luigi Gilardetti, spiega: “Siamo voluti partire dalla legge 9/2016 per poi apportare migliorie per un testo di legge per noi quanto più completo. Avevamo tempo fino al 25 settembre per raccogliere 8.000 firme. A fine luglio ne avevamo già raccolte 10.000. Questo significa che tante e tanti cittadini hanno ‘giocato la partita’ insieme a noi, come titolava la nostra campagna”.

Poi aggiunge: “In tutti questi mesi di confronto con la politica noi abbiamo sempre portato dati concreti a sostegno delle nostre tesi, ciò che non è avvenuto dall’altra parte ed è una grave inesattezza affermare che i malati ludopatici sono aumentati a causa della pandemia quando è evidente che ci sia stato un importante cambio normativo”.

Anche il segretario generale della CGIL Asti, Luca Quagliotti, sottolinea: “Ci sentiamo di dire all’assessore Icardi che il primo passo per combattere la ludopatia è realizzare delle norme che evitino la diffusione del problema e sicuramente la legge regionale che il centro-destra ha fatto non va in quella direzione. Noi, insieme alle tante altre associazioni, abbiamo presentato una proposta di legge d'iniziativa popolare proprio per combattere il gioco d'azzardo diffuso nelle varie tabaccherie, bar e sale slot chiedendo sostanzialmente che venga ripristinata la legge precedente con alcune necessarie migliorie”.

Continua Quagliotti: “Noi abbiamo fatto la nostra parte presentando una proposta di legge che è articolata, ora tocca a loro approvarla per far sì che ci sia almeno una riduzione della possibilità del gioco d'azzardo, è da lì che si parte”.

Comunicato stampa

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