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Solidarietà | 15 settembre 2022, 14:44

La cecità non frena i sogni di Agatha, ora anche ‘poliziotta per un giorno’

La bimba, affetta da una rara malattia, ha potuto interagire con gli agenti e un mezzo della Questura di Asti

Immagini tratte dalla pagina Facebook "La sfida di Agatha"

Immagini tratte dalla pagina Facebook "La sfida di Agatha"

Agatha è una bellissima bimba di 4 anni, con uno splendido sorriso, capelli biondi e due occhi azzurrissimi come il mare che però, purtroppo, non le consentono di vedere e vivere una vita ‘normale’ come tutti i suoi coetanei.

La bimba, infatti, è non vedente dalla nascita poiché affetta dalla ipoplasia bilaterale congenita del nervo ottico (ONH), rara malattia che colpisce statisticamente un bambino ogni 10.000. Consiste nel ridotto sviluppo dei nervi ottici, che non permette all’immagine di arrivare al cervello.

Una malattia che comunque non l'ha mai fermata e che ha spinto i suoi genitori, Michele ed Elisa, a trasformare ogni giornata in una grande occasione per mettersi alla prova con la determinazione che la contraddistingue e di approcciarsi alla vita in un modo unico.

Una vera e propria ‘sfida’ e proprio così, ovvero “La sfida di Agatha”, si chiamano i profili Facebook e Instagram che i suoi genitori hanno creato per lei, inserendovi quotidianamente contenuti che descrivono la vita della piccola, i suoi progressi, i suoi sogni, le sue sfide e quelle della sua bellissima famiglia.

Avevamo già raccontato la sua storia alcuni mesi fa quando, grazie alla disponibilità del Comando Vigili del Fuoco di Asti, aveva coronato il desiderio di salire a bordo di un loro mezzo (CLICCA QUI per rileggere l’articolo)

Torniamo oggi a parlarne perché, come documentano le immagini tratte dalla sua pagina Facebook, Agatha ha recentemente coronato un suo secondo desiderio, ovvero essere ‘poliziotta per un giorno’.

Grazie alla disponibilità e generosità della Questura di Asti, guidata dal dottor Sebastiano Salvo, del dirigente di settore, del sovrintendente Cristian Vullo e degli agenti che l’hanno materialmente accompagnata, Agatha ha potuto esplorare la macchina della polizia, accendere la sirena, parlare alla radio…

“E ora – scrivono i genitori nel post Faceook – abbiamo un fantastico cappellino e uno zainetto per giocare alla poliziotta (quella vera... dice Agatha)”

Redazione

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