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Cronaca | 18 ottobre 2022, 13:28

Maxi operazione della Finanza di Asti a contrasto di usura, reati ambientali e attività finanziaria abusiva [VIDEO E GALLERIA FOTOGRAFICA]

Nel corso dell'attività - estesa anche alle province di Torino, Cuneo, Alessandria e Pavia - sono stati sequestrati autocarri, contanti, preziosi, conti correnti e sei aziende con relativi automezzi commerciali

Maxi operazione della Finanza di Asti a contrasto di usura, reati ambientali e attività finanziaria abusiva [VIDEO E GALLERIA FOTOGRAFICA]

Dalle prime luci dell'alba di oggi, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Asti - con il supporto dei Reparti del Corpo territorialmente competenti nelle province di Torino, Cuneo, Alessandria, Pavia, oltre ovviamente a quella di Asti e con il coordinamento della Questura di Asti - hanno eseguito 26 decreti di perquisizione e il sequestro preventivo di 6 aziende e relativi automezzi commerciali.

I provvedimenti sono stati emessi dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale astigiano nei confronti di un gruppo di 12 soggetti dimoranti nel campo di via Guerra di Asti, indiziati a vario titolo dei reati di usura, abusiva attività finanziaria, gestione di rifiuti non autorizzata, combustione illecita di rifiuti ed altre violazioni in materia ambientale.

Le operazioni di polizia giudiziaria, che hanno in prevalenza interessato l’area del campo nomadi, hanno visto operare oltre 70 finanzieri, con il supporto di ARPA Piemonte, elicottero del Reparto Operativo Aeronavale di Como – Sezione Aerea Varese, due unità cinofile, di cui una del Corpo, per rintraccio di contante, e una dell’Arma dei Carabinieri, per ricerca eventuali armi e esplosivi, nonché aliquota di Baschi Verdi del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Torino.

LE LOCALITA' INTERESSATE DALL'ATTIVITA' DI INDAGINE

Gli interventi sono stati operati dalle Fiamme gialle in Asti, Montiglio Monferrato (AT), Portacomaro (AT), Odalengo Grande (AL), Castelnuovo Calcea (AT), Moncalieri (TO), Villafranca d’Asti (AT), Moncalvo (AT), Robilante (CN), Tortona (AL), Cava Manara (PV), Costigliole d’Asti (AT).

Le indagini, svolte dalla Guardia di Finanza nei confronti degli indagati, riguardano, oltre all’ipotesi di reato di usura e abusiva attività finanziaria, episodi di raccolta abusiva di rifiuti pericolosi e non, macerie, cartoni, materiale elettrico, batterie, pneumatici, derrate alimentari scadute, oli esausti, vetro, metallo ferroso e simili, presso soggetti terzi (per lo più imprenditori).

IL MODUS OPERANDI

Il materiale scortato da formulari con dati ritenuti fittizi (per origine, contenuto e destinazione), sarebbe stato abbandonato in prossimità del campo nomadi di via Guerra, previa rimozione dei rottami ferrosi destinati a successiva rivendita, mentre i residui (plastica, cartone, rifiuti umidi, barattoli contenenti residui di olio minerale, vernici, guaine di plastica), rimasti a terra, poi fatti oggetto di combustione, cagionando roghi, che in diverse occasioni hanno richiesto, nei mesi scorsi, l’intervento dei Vigili del Fuoco.

La raccolta abusiva e successiva illecita combustione si ritiene vada ricondotta alle ditte facenti capo agli indagati; per una di queste risulta un volume d’affari nel 2021 di 2,6 milioni di euro.

I SEQUESTRI 

Nel corso delle attività sinora effettuate, sono stati sequestrati due capannoni industriali e 6 aziende, tutte nell'Astigiano, oltre 12 automezzi, per un valore stimato di 3 milioni di euro, una discarica abusiva (circa 60 tonnellate di rifiuti, anche speciali), nonché liquidità e preziosi per circa 20 mila euro. Nei confronti di alcuni indagati si è, altresì proceduto, per il delitto di cui all’art 644 c.p. (usura), in quanto sospettati di aver effettuato prestiti di denaro ad imprenditori - astigiani e non, infatti le perquisizioni nel Torinese e Cuneese sono state finalizzate ad acquisire materiale probatorio presso imprenditori vittime di usura - in difficoltà economica.

L’azione di servizio, coordinata dalla Procura della Repubblica di Asti, testimonia il perdurante impegno della Guardia di Finanza a presidio della sicurezza economico-finanziaria del territorio, nonché nel contrasto dei danni contro l’ambiente, il cui ripristino inevitabilmente assorbe ingenti risorse pubbliche. 

Redazione

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