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Al Direttore | 18 novembre 2022, 18:27

Papa Francesco e il direttore di 'Avvenire' riferimenti di cultura costituzionale

Lo ha affermato Carlo Sottile, nome 'storico' dell'impegno sociale astigiano, in una lettera che pubblichiamo integralmente

Carlo Sottile

Carlo Sottile

E’ uno dei paradossi di questi tempi.

Chi volesse trovare tracce di cultura costituzionale, il senso dell’art.3 della nostra Costituzione e del lavoro di Stefano Rodotà sui beni comuni, li troverebbe nel testo della Enciclica Fratelli Tutti, piuttosto che in qualsiasi altro testo, anche tra i tanti più paludati di cui, nel corso di infiniti dibattiti televisivi, siamo quasi costretti all’ascolto.

Leggiamo con più interesse e partecipazione gli interventi di Marco Tarqunio sull’Avvenire che altri interventi di nostri antichi interlocutori di periodici che ancora ci portiamo in tasca, che ci siamo portati in tasca da anni, spesso con orgoglio.

Allora diciamo la verità, considerando il campo ampio della informazione, siamo ad un cambio di epoca storica e dal punto di vista della possibile comprensione delle cose, possiamo considerare una buona notizia l’annunciato fallimento economico di uno dei più potenti social network che adesso, in ogni ora della giornata, usiamo con tanta, troppa, disinvoltura.

Comporre sofisticati algoritmi per fare profitti, per orientare consumi ed interessi, creare allo scopo profili digitali da usare a gogò, sembra non essere più sufficiente per imbrigliare i fatti, per dare un senso all’irrefrenabile flusso della vita, per capire come funziona questa ennesima metamorfosi del capitalismo.

Alla luce di tutto ciò dobbiamo iniziare a pensare il profitto come parassitario e le paurose disuguaglianze che ne conseguono, e di cui si hanno notizie dalla Caritas e con molta meno enfasi dall’Istat, come la via per riscoprire il valore sociale e di civiltà di avvenimenti come la Comune di Parigi.

Oppure più semplicemente, con il pensiero molto più vicino a noi e alla storia recente della nostra città, come ritrovare la stessa via nelle occupazioni e autogestioni di parti del patrimonio immobiliare della città, diversamente lasciato in abbandono o in pasto alla speculazione immobiliare.

La lingua batte dove il dente duole. Di come riscoprire questi valori se ne è parlato ieri durante un confronto tra il Coordinamento Asti-Est e una funzionaria dei servizi sociali non estranea ai tumulti sociali e del pensiero in cui siamo immersi, tra mille equivoci, in questi giorni. Si tratta della squisita ed autorevole dott.sa Lovisolo.

Sono piccoli passi sulla strada della giustizia e della uguaglianza, passi necessari che dedichiamo con infinito piacere al Papa e al Direttore dell’Avvenire Marco Tarquinio.


Con cordialità,
Carlo Sottile

Al direttore

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