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Agricoltura | 24 novembre 2022, 15:23

Anche insetti e nutriscore minacciano l'agricoltura e l'alimentazione 'made in Italy'

L'allarme viene lanciato da Coldiretti che, nel frattempo, ha già superato le 200mila firme contro il cibo sintetico

Anche insetti e nutriscore minacciano l'agricoltura e l'alimentazione 'made in Italy'

Non solo “carne” sintetica coltivata in laboratorio e i piatti a base di insetti, a minacciare agricoltura e alimentazione, stravolgendo la Dieta Mediterranea italiana Patrimonio Unesco, arriva anche l’Etichetta Nutriscore che, tra gli altri, boccia i prodotti migliori della Filiera Corta e dei trasformati Made in Italy.

E’ quanto ha denunciato Coldiretti, in occasione dell’apertura del XX Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Villa Miani a Roma, dove ha allestito una vera e propria galleria degli orrori proiettata sulle tavole del futuro, quella che mette a rischio di estinzione il sistema produttivo nazionale basato sulla qualità e su tradizioni millenarie.

“La Ue – evidenzia Coldiretti – ha già autorizzato la vendita di grilli domestici (Acheta domesticus) come nuovo alimento da portare alla tavola. L’insetto potrà essere prodotto e venduto sul mercato Ue intero, congelato, essiccato o in polvere e destinato alla commercializzazione come snack o ingrediente alimentare. Si tratta – continua la Coldiretti – del terzo via libera nell’Unione all’utilizzo alimentare umano di un insetto ai sensi del regolamento (Ue) 2015/2283 sui Novel Food, dopo quello della larva gialla della farina (Tenebrio molitor) e della Locusta migratoria”.

“Ma l’orrore a livello globale può arrivare nel piatto sotto varie forme – spiega Coldiretti – dalla vodka allo scorpione ai vermi all’italiana, dagli scarabei ai grilli alla thai, dallo scorpione dorato agli insetti alla paprika, al sale marino, al curry, dai vermi delle palme al verme gigante, dal millepiedi alla pasta ai grilli, dal misto insetti ai grilli in salsa barbecue. Tutte novità largamente bocciate dal 54% degli italiani, contrari agli insetti a tavola mentre, contro il 24% che si dice indifferente, il 16% favorevole" (indagine Coldiretti/Ixe).

“In ambito alimentare, negli anni, l’Unione Europea ha spinto verso l’omologazione al ribasso delle caratteristiche degli alimenti mettendo spesso in crisi le produzioni tradizionali per effetto di una concorrenza sleale fondata sull’inganno legalizzato – rincara Coldiretti - Basti pensare all’autorizzazione Ue sull’uso di polvere di latte per produrre formaggi, yogurt e latte alimentare, senza dimenticare la possibilità di aggiungere zucchero per aumentare la gradazione del vino, oppure di togliere l’alcool dal vino, fino ai fermentati di frutta varia che possono essere chiamati “vino di…” senza aver visto un acino d’uva”.

A non mancare, poi, sono anche i kit fai da te che promettono di ottenere a casa il meglio della produzione enogastronomica Made in Italy, evidentemente, senza alcun fondamento di verità. Si tratta di confezioni per la produzione di Parmigiano o Romano o di Mozzarella Cheese. Parimenti, nell’Unione Europea circolano bottiglie di pseudo vino ottenuto da polverine miracolose contenute in wine kit per ottenere, ancora, pseudo Chianti, Valpolicella, Frascati, Primitivo, Gewurztraminer, Barolo, Lambrusco o Montepulciano, quando i veri vini, ovviamente, derivano solo dalle uve, dall’attento lavoro dei viticoltori e dall’invecchiamento, anche di anni, in cantina.

“Sempre sul vino – aggiunge la Coldiretti la Ue sostiene la pratica dell’aggiunta di zucchero per aumentare la gradazione alcolica oppure quella di togliere l’alcool per ridurlo a una bevanda a base di succo. Per questo non può essere permesso di chiamare ancora vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di un trattamento invasivo che interviene nel millenario processo di trasformazione dell’uva in mosto e quindi in vino. A tutto questo, come se non bastasse, si aggiunge la proposta di Bruxelles di applicare sulle bottiglie etichette allarmistiche per scoraggiarne il consumo”.

In questo contesto, preoccupa la diffusione in Europa dei sistemi di etichettatura Nutriscore e a semaforo, di fatto, fuorvianti, discriminatori ed incompleti, che finiscono per escludere, paradossalmente, dalla dieta alimenti sani e naturali da secoli presenti sulle tavole, per favorire prodotti artificiali. "Di cui, in alcuni casi, non è nota neanche la ricetta", ricorda il presidente Coldiretti Asti Marco Reggio. "Tra l’altro - aggiunge Reggio -, il metodo di valutazione Nutriscore viene calcolato sulla percentuale di valori contenuti in 100 grammi di prodotto e non sulle effettive quantità utilizzate; questo tipo di etichetta, quindi, finisce per sconsigliare, tra gli altri, l’olio extravergine d’oliva”.

“Le scelte dell’Unione europea – conclude il direttore coldiretti Asti Diego Furia – non possono tradursi in decisioni semplicistiche che rischiano di criminalizzare ingiustamente singoli prodotti indipendentemente dalle quantità consumate. L’equilibrio nutrizionale va ricercato tra i diversi cibi consumati nella dieta giornaliera e non certo condannando lo specifico prodotto”.

Nel frattempo, Coldiretti ha consegnato le prime 200mila firme contro il cibo sintetico al Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida. 

CS

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