C’è tempo fino alle 12 di giovedì 9 aprile 2026 per presentare le domande di accesso ai contributi destinati alla realizzazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di fabbricati agricoli o agroindustriali. L'iniziativa, che si inserisce nel quadro del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, ha già fatto registrare un successo straordinario: nei soli tre giorni dall'apertura bando sono pervenute oltre 5.500 istanze al Ministero dell’Agricoltura, confermando la forte volontà delle imprese di investire in sostenibilità.
La dotazione finanziaria della misura, denominata "Facility Parco Agrisolare", ammonta a 789 milioni di euro, risorse che vanno a potenziare quanto già stanziato con i bandi precedenti. Secondo Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, l’intervento risulta strategico per affrontare l'attuale instabilità dei mercati.
"Si tratta di una misura che diventa ancora più importante visto l'aggravarsi delle tensioni internazionali e l'aumento dei costi per l'approvvigionamento energetico", sottolinea, precisando come la scelta di installare i pannelli sui tetti permetta di generare energia pulita e rimuovere l'amianto senza sottrarre terreno prezioso alle coltivazioni. Confagricoltura ha sostenuto il progetto sin dalle prime fasi, collaborando con il Governo per ottenere un incremento delle risorse disponibili a livello europeo.
Il bando è rivolto a imprenditori agricoli, imprese agroindustriali e gruppi associati, con l'obiettivo di finanziare fino a 6mila aziende. La gestione delle domande è affidata al Gestore dei servizi energetici, che erogherà contributi a fondo perduto con percentuali variabili in base alla potenza degli impianti. Nello specifico, la copertura può raggiungere l'80% dei costi per gli impianti tra 6 e 200 kWp, scendendo al 65% per quelli fino a 500 kWp e al 50% per le strutture più grandi, fino a 1.000 kWp. I fondi includono anche le spese per sistemi di accumulo e il miglioramento dell’isolamento termico degli edifici.
L'urgenza di tali investimenti è dettata da previsioni economiche preoccupanti. Le stime di Eurostat per il 2025 indicano che i costi per energia e fertilizzanti potrebbero subire rincari tra il 30 e il 40%, portando la spesa complessiva delle aziende agricole a circa 8 miliardi di euro. Un peso economico che si somma ai già gravosi aumenti scatenati dal conflitto russo-ucraino.
"È fondamentale che le istituzioni accompagnino il settore agricolo con strumenti adeguati a sostenere la competitività", conclude Allasia, evidenziando come la difesa della capacità produttiva aziendale sia l'unica strada per garantire la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.














