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Sanità | 01 dicembre 2022, 12:09

La Città di Asti aderisca a una 'rete' internazionale di contrasto all'AIDS e altre epidemie

E' quanto proposto da un Ordine del Giorno presentato dal gruppo di minoranza consiliare "Uniti si può"

Il logo dell'iniziativa Fast track cities

Il logo dell'iniziativa Fast track cities

In concomitanza con la Giornata di Prevenzione dell’HIV, che viene celebrata annualmente il primo dicembre, il gruppo consiliare “Uniti si può” ha presentato un ordine del giorno finalizzato a proporre che il Comune di Asti aderisca gratuitamente alla “Fast Track List” – che vede già l’adesione di diverse città italiane, tra cui Torino, Milano, Bergamo, Palermo e altre – in collaborazione con le associazioni del territorio.

L’iniziativa “Fast Track Cities” – partnership globale tra città e municipalità di tutto il mondo e quattro partner principali: l'International Association of Providers of Providers of AIDS Care (IAPAC), il Programma congiunto delle Nazioni Unite sull'HIV/AIDS (UNAIDS ), l'United Nations Human Settlements Programme (UN-Habitat) e la Città di Parigi – è stata lanciata in occasione della conferenza mondiale AIDS nel 2014 e consente alle città di tutto il mondo di entrare a fare parte di una rete internazionale che offre la possibilità di condividere azioni locali per porre fine all’Aids e ad altre epidemie entro il 2030.

Gli obiettivi delle Città aderenti alla Rete da realizzarsi entro il 2030 sono "95- 95-95" 

  • 95% di persone con Hiv che conoscono il proprio status

  • 95% delle persone che conoscono il proprio stato e sono in terapia antiretrovirale

  • 95% di persone in terapia che raggiungono la soppressione virale.


In qualità di partner tecnico principale dell'iniziativa, IAPAC supporta Fast-Track Cities con:

  • assistenza tecnica ai dipartimenti sanitari locali su generazione, monitoraggio e reporting dei dati

  • pianificazione dell'implementazione tra i principali stakeholder locali

  • supporto allo sviluppo di servizi clinici, organizzazioni basate sulla comunità e comunità colpite

  • eliminare lo stigma correlato all'HIV nelle strutture sanitarie

  • valutare la qualità della vita delle persone che vivono con l'HIV

Redazione


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