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Attualità | 16 aprile 2023, 20:08

Asti è una città omofoba? Un post Facebook (ri)apre il dibattito

"Ci hanno fischiati e hanno chiesto chi fa l'uomo e chi la donna solo perché passeggiavamo mano nella mano", ha denunciato un utente

Foto d'archivio di persone a passeggio lungo corso Alfieri

Foto d'archivio di persone a passeggio lungo corso Alfieri

Asti è ancora una città omofoba?

Il dubbio è stato insinuato da un utente Facebook che, mediante un post pubblicato in uno dei gruppi locali più attivi (e ripreso anche dalla pagina dell'associazione Asti Pride, accompagnata dal commento: "Altri esempi di come non bastano le parole ma bisogna intervenire con concrete e buone pratiche comunale per un’educazione al rispetto e contro ogni forma di omobiatransfobia"), ha riportato una spiacevole esperienza vissuta da lui e dal suo compagno mentre passeggiavano in centro città.

“Passeggiare per il centro, mano nella mano con il proprio ragazzo e prendere fischi e sentirsi chiedere chi fa l'uomo e la donna tra di noi (episodio avvenuto, ci ha spiegato l’autore del posto, tra piazza San Secondo e corso Alfieri e seguito da fischi all’altezza del Cocchi e poi in corso Dante, ndr.) Asti, sempre una certezza”, ha scritto in tarda mattinata Stefano in un post che ha già generato oltre 130 commenti dai toni estremamente variegati.

C’è chi scrive “Se si decide di vivere una qualsivoglia situazione non convenzionale, bisogna saper accettare giudizi e critiche. Se ci si crede fino in fondo, non si notano nemmeno i disappunti degli altri. Parlo per esperienza: sono anticonvenzionale per natura e sono sicura che molti disapprovano le mie scelte, ma non sento le critiche attorno a me, sono convinta e tiro dritto” ottenendo in risposta dall’autore del posto che “Essere gay non è essere anticonvenzionali”

Isabella afferma che “Certa gente ignorante è rimasta a peggio del Medioevo e non solo verso le coppie non etereo ma verso la diversità in ogni sua forma dimenticando che siamo tutte persone e ognuno è unico e diverso...”

Tiziana lo invita invece a non dar peso: “Purtroppo si è abituati a guardare a casa degli altri e mai a casa propria e questo in qualsiasi parte del mondo...coltiva il tuo amore ...sono rimaste così poche le coppie etero o gay che sia che ancora si tengono per mano  .. a volte credo che a parlare sia più una sorta di invidia e di non coraggio ...un forte forte abbraccio Stefano evviva la vita evviva L 'AMORE!!!! ”

Barbara invece scrive: “Asti purtroppo e' cosi'… non solo per uomo/uomo..donna/donna..anche per coppie uomo/donna… hanno sempre da parlare… questo mi ha sempre creato un sacco di problemi..non posso mai fare quello che voglio”

Silvia racconta la sua esperienza: “La gente è ignorante. Nel mio quartiere mi hanno schernito perché sovrappeso e addirittura una macchina di ragazzini ha accostato per insultarmi. Se ti può consolare” e tanti altri lo hanno invitato a vivere la propria vita come ritiene più opportuno, senza curarsi delle opinioni altrui.

Altri ancora, come Rossana, puntualizzano: “Prima che qualcuno scateni l'inferno premetto che non ho niente in contrario alle coppie omosessuali. Detto ciò in natura la normalità parla di eterosessualità per poter dare continuatività alla specie, ora la variante omosessuale non viene condivisa da tutti e per questo nessuno deve obbligare gli altri ad accettare la diversità, questo però altrettanto non deve autorizzare nessuno a commentare pubblicamente il proprio dissenso. Quindi educazione e rispetto da entrambe le parti evitando esibizionismi di cattivo gusto sia fisici che verbali”.

Infine c’è chi, come Fabrizio, scrive: “Beh... Se sei un uomo e metti i tacchi (con riferimento alla foto profilo di Stefano, in cui indossa un paio di scarpe con il tacco alto, ndr.) magari ti guardano! Diciamo che è raro vederlo... Qual'è (scritto esattamente così, con grave errore, ndr.) il problema?”

Domanda cui Stefano risponde: “Tolto il fatto che non stavo passeggiando per il centro con i tacchi, come dovessi giustificarmi e che per secondo, anche fosse, non è una visione così "rara". Dopo questo breve e inutile inciso, il problema sta proprio nella domanda. Puoi non condividere le coppie omosessuali e sinceramente non me ne curo, ma almeno la decenza di non dare fiato alla bocca, mostrando un'apertura mentale pari allo zero al quadrato”.

Gabriele Massaro

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