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Al Direttore | 08 novembre 2023, 19:45

Bosia e Briccarello: "Ad Asti un traffico voluto: si vuole spingere la cittadinanza ad accettare il CASO"

I due consiglieri comunali ipotizzano: "Asti è in ginocchio a poche settimane da quella malsana proposta che è diventata di fatto decisione che è la costruzione della ex tangenziale sud ovest"

Bosia e Briccarello: "Ad Asti un traffico voluto: si vuole spingere la cittadinanza ad accettare il CASO"

I consiglieri di Uniti si Può Mauro Bosia e Vittoria Briccarello intervengono sulla questione della viabilità cittadina, adombrando che possano essere celate diverse motivazioni dietro questa situazione:

La tragica situazione della viabilità odierna ad Asti sta di fatto compromettendo la serenità delle giornate di centinaia di astigiane e astigiani.

Tralasciando i giustificatissimi malumori generali, una città in balia delle auto e che non offre alternative di mobilità sostenibile non solo causa un abbassamento drastico della qualità della vita ma è anche fonte di inquinamento e polveri sottili.

Il fatto che poi si tratti di una città di piccole dimensioni, con meno di 80mila abitanti e da sempre provincia circondata da campi e aree boschive, non fa altro che alimentare il senso di distopia che si prova quando, bloccati in mezzo al traffico, si rasenta la sensazione di trovarsi nel celebre “un giorno di ordinaria follia”.

Puntare il dito nei confronti di un’amministrazione incompetente e ormai del tutto disinteressata al welfare cittadino sarebbe la cosa più scontata e ovvia da fare ma, in quanto componenti noi stessi di un Consiglio Comunale che rispettiamo come Istituzione, abbiamo provato a comprendere il perché di questa malagestione.

Dati alla mano siamo di fronte a due gravi mancanze: una mancanza che definiremmo “ordinaria” ovvero mobilità pubblica inefficiente, orari di autobus non aggiornati, collegamenti ciclabili non funzionali tra centro e zone extraurbane, assenza di parcheggi per bici, pensiline per i pullman inesistenti; e una mancanza che possiamo chiamare “contingente”.

Quest’ultima consta nell’aver deciso arbitrariamente di avviare operazioni di intralcio al traffico tutte in contemporanea, senza l’elaborazione di un piano di gestione della viabilità di attenuazione alla problematica.

Questa operazione in atto ormai da qualche settimana ha visto, e vede tutt’ora, chiusura di strade per lavori edili di vario genere (es. Palazzo Ottolenghi), inversioni di sensi di marcia e modifiche di viabilità per operazioni di manutenzioni (es. Cavalcavia Giolitti e Corso Savona), costruzione di piste ciclabili improvvisate e dalla dubbia funzionalità (es. l’incredibile anello rosso di Piazza Primo Maggio), e ancora ridipintura di stalli, per lo più blu, strisce pedonali, inaugurazione di mercatini, spostamenti di bancarelle, creazione di nuove zone di ZTL, lavori di manutenzione di tubature, chiusura di sottopassi e riattivazione di passaggi a livello su linee ferroviarie ormai dormienti.

Seppur prese singolarmente alcune di queste attività potrebbero risultare anche utili (mentre altre del tutto fuori contesto), decidere di realizzarle tutte in contemporanea altro non sembra che un sadico piano per costipare e mettere in ginocchio un’intera città.

La motivazione quale potrebbe essere però?

Anche in questo caso ci siamo dovuti sforzare per non ritenere il tutto dipendente dall’incapacità dei nostri amministratori, e tra le nebbie dello smog una cosa ci è sembrata chiara: Asti è in ginocchio a poche settimane da quella malsana proposta che è diventata di fatto decisione che è la costruzione del CASO (EX TANGENZIALE SUD OVEST), ovvero l’ennesima inutile grande opera, dispendiosa, ed ecologicamente insostenibile, utile alla campagna elettorale della destra.

Esasperare centinaia di persone per poi propinare loro una finta soluzione è, effettivamente, un modus operandi tipico di questa amministrazione, pensiamo ad esempio all’avanzata di privatizzazioni nella città:

La cultura è mal gestita dal Comune? Subentra il privato.

I servizi ASP sono mal gestiti? Subentra il privato.

La sanità lascia a desiderare? Subentra il privato.

Le case di cura chiudono i battenti? Subentra il privato.

Qui di fatto a subentrare non sarà il privato, ma il CASO appunto, ovvero decine di km di viadotti e tunnel a deturpare le poche zone ancora agricole e residenziali della nostra città, che inficeranno sulla vita e sul lavoro di decine di famiglie, senza risolvere il problema del traffico cittadino, non essendo un collegamento interno alla città ma utile solo ai grandi trasporti che avranno così una “scorciatoia” tra la zona sud e la zona ovest dell’astigiano.

Certo che, tra un colpo di clacson e una frenata, il rischio che questa enorme bugia passi per anelata soluzione c’è.

Vittoria Briccarello

Mauro Bosia


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