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Cultura e tempo libero | 30 gennaio 2024, 20:05

"Il futuro dell'umanità è il dialogo tra generazioni", l'intelligenza artificiale al centro della 58esima giornata delle comunicazioni sociali

Ospite del vescovo di Asti, Marco Prastaro, don Luca Peyron docente universitario e coordinatore del Servizio per l’Apostolato digitale

Don Luca Peyron con il vescovo di Asti, Marco Prastaro

Don Luca Peyron con il vescovo di Asti, Marco Prastaro

La tematica dell'AI al centro della 58esima Giornata delle Comunicazioni sociali e del consueto incontro tra il vescovo di Asti, Marco Prastaro e i giornalisti per San Francesco di Sales.

Don Luca Peyron e l'apostolato digitale

Il vescovo ha invitato oggi, 30 gennaio, nel Salone del seminario, don Luca Peyron, referente della Pastorale universitaria della diocesi di Torino e della Regione nonché coordinatore del Servizio per l’Apostolato digitale.

Un tema cardine, l'intelligenza artificiale sempre più presente nella vita odierna, toccato anche dalla chiesa. Infatti il tema scelto da Papa Francesco per la giornata delle comunicazioni sociali è “Intelligenza artificiale e sapienza del cuore: per una comunicazione pienamente umana”.

Il futuro e il futuro della professione giornalistica

Un incontro interessante e articolato che ha riflettuto anche sul futuro stesso della professione giornalistica al tempo dell'intelligenza artificiale; ma l'uomo, il pensiero, la creatività non potranno mai essere sostituiti dalle macchine.

Come scrive Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata: "L’evoluzione dei sistemi di intelligenza artificiale rende sempre più naturale comunicare attraverso e con le macchine, in modo che è diventato sempre più difficile distinguere il calcolo dal pensiero, il linguaggio prodotto da una macchina da quello generato dagli esseri umani”.

La teologia può essere uno strumento per capire

Tocca tanti punti cruciali don Luca, punti con i quali l'uomo si confronta ormai ogni giorno da qualche anno, anche se l'intelligenza artificiale fece capolino già negli Anni 50.

Cita S. Anselmo di Aosta: "La teologia può essere uno strumento per capire ed è l'obiettivo dell'apostolato digitale" e ricorda come la Cina investa miliardi di dollari in programmi di ricerche e sviluppo programmando un arco di 50 anni. "In Italia si fa fatica a pensare all'arco di 5 anni, praticamente la carica di un rettore universitario".

"La questione è tutt'altro che banale, la possibilità di creare dei falsi è all'ordine del giorno", spiega, attraversando il mondo digitale, Amazon, Google e una vita continuamente "spiata".

Preoccupazioni per il mondo del lavoro (?)

Preoccupazione per il lavoro? Indubbiamente certi settori sono particolarmente terreno "sensibile".

"Il sindacato doppiatori hollywoodiani è sul piede di guerra - racconta Peryron - con l'intelligenza artificiale si sarà in grado di doppiare l'attore con la stessa tonalità e la sua voce originale".

Il senso comune non appartiene alle macchine

Ma ci sono speranze: "Il sistema, la macchina, non ha coscienza di sé e non sa quello che sta facendo, si basa su regole di carattere statistico ma non sa quello che sta facendo. L'AI è in grado di fare cose complesse ma non ha il senso comune".

Il senso comune, la sensibilità, l'intelligenza umana, non sono, fortunatamente, sostituibili dalle macchine.

"Oggi le notizie sono sul web che sa su cosa si ferma il lettore, cosa desidera e propone determinati contributi", rimarca Peyron ricordando il "Capitalismo di sorveglianza", una sorta di "vendita" di ciò che faremo nel futuro

L'evoluzione della tecnologia

"La tecnologia si è sempre evoluta, per esempio negli Anni 80, alla nascita dei walkman si gridava all'isolamento dell'uomo. Dobbiamo stare attenti al recentismo ma senza allarmismi. Diamoci del tempo. Le macchine sono performanti ma non intelligenti".

E poi il "profetismo macchinico": "Sono soverchiato dalla tecnologia, e dunque abdico alla mia capacità di interpretazione critica, ragionata. Non ci possiamo fare niente. Le macchine sono tra noi, non c'è nulla di deciso le macchine le costruiamo noi. Dobbiamo guardare in profondità il presente per fare quello che vogliamo succeda".

Le macchine sono strumenti

"La domanda dà senso alla vita di ognuno ma questo Google non lo sa, l'Ai è un oggetto che sta nella realtà e nasce con un indirizzo. Oggi queste macchine fanno le cose per le quali sono state costruite e sono strumenti".

Strumenti quindi, strumenti nelle nostre mani che non potranno sostituire le persone.

"Per i giornalisti serve tornare ai motivi per i quali si è scelto questo mestiere. Voglio leggere notizie dove l'umano che è in me si senta rappresentato. La macchina non potrà mai farlo. La meraviglia è collegata alla speranza. Il futuro dell'umanità è il dialogo tra generazioni".

Chi è don Luca Peyron

Nato a Torino il 31 marzo 1973, dopo gli studi classici presso il Collegio San Giuseppe  si laurea in Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Torino

Successivamente consegue l’abilitazione come consulente in proprietà industriale e svolge attività professionale come mandatario italiano e mandatario europeo presso l’Ufficio per l’Armonizzazione del mercato interno dell’Unione europea.

Ha collaborato con l’Associazione Internazionale per la Protezione della Proprietà Intellettuale (AIPPI) e la cattedra di Diritto Industriale dell’Università degli Studi di Torino occupandosi tra i primi in Italia delle questioni inerenti al rapporto tra diritto industriale ed Internet.

 Nel 2001 entra nel seminario arcivescovile di Torino. Consegue il baccalaureato in teologia presso la Pontificia facoltà teologica di Torino e viene ordinato presbitero il 16 giugno del 2007 per l'imposizione delle mani del cardinal Severino Poletto.

Dopo cinque anni di ministero come vice parroco viene nominato nel 2012 direttore della pastorale universitaria dell'Arcidiocesi di Torino, assistente ecclesiastico della Federazione Universitaria Cattolica Italiana e vice direttore del Centro Diocesano Vocazioni.

Nel 2014 consegue la licenza in Teologia Pastorale presso l’Università Pontificia Salesiana.

Dal 2014 è responsabile della pastorale universitaria del Piemonte e della Valle d'Aosta  e membro della Consulta Nazionale della Cei per l'Educazione, Scuola ed Università.

È stato membro della Commissione Presbiterale Italiana presso la Conferenza Episcopale Italiana ed a diverse riprese del consiglio presbiterale e pastorale diocesano.

Dal 2021 è faculty fellows del Centro Nexa su Internet e Società del Politecnico di Torino  e dal 2022 fa parte del Consiglio scientifico dello Humane Technology Lab (HTLAB) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Betty Martinelli

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