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Cultura e tempo libero | 10 febbraio 2024, 11:31

Il festival “Colline in musica” tiene il Tempo: il viaggio nelle note diventa spunto, arte ed emozione

Presentata alla BIT di Milano la rassegna itinerante di Langhe, Monferrato e Roero. Previsti dal 26 maggio ospiti internazionali, 18 concerti sul territorio e tante suggestioni. Il direttore Adrian Pinzaru: “La musica ci fa invecchiare insieme”

Il festival “Colline in musica” tiene il Tempo: il viaggio nelle note diventa spunto, arte ed emozione

Presentata ufficialmente alla BIT di Milano, presso lo stand della Regione Piemonte, la nuova edizione del Festival “Colline in musica” sarà dedicata al Tempo e saprà essere “affascinante, paradossale e ricca di contrasti”. La sua essenza si snoda lungo un percorso di 18 concerti itineranti in scenari meravigliosi tra Langhe, Monferrato e Roero, con un programma che punta alla qualità degli interpreti e a creare un momento di condivisione e di empatia assoluta tra gli artisti e il pubblico. La rassegna è organizzata dall’associazione International Music Exchange nell’ambito di Roero Cultural Events (progetto che rientra nella programmazione di “SNODI, Colline Co-creative di Langhe, Monferrato e Roero”, finanziato dal piano europeo Next Generation EU, all’interno della Linea di Azione-Realizzazione di iniziative per la tutela e valorizzazione del patrimonio della cultura immateriale - Intervento 2 – PLAY LMR Music). Un’anima locale unita a uno spirito internazionale, che racconta quello che il territorio è in grado di offrire partendo dalla cultura, passando per la straordinaria bellezza paesaggistica fino all’offerta enogastronomica unica.

La musica è l’espressione artistica più intimamente legata al tempo: la musica non può che essere nel tempo – spiega Adrian Pinzaru, direttore artistico del festival . Eppure, nata dal tempo, descrivendolo, esaltandolo, la musica finisce per trascenderlo in un atto di ribellione all’inflessibile scorrere dello stesso. E quindi la musica è sia ‘un’Arte nel tempo’ che, citando Claude Levi-Strauss, ‘una macchina per sopprimere il tempo’. Il binomio musica-tempo è caratterizzato anche dalla coesistenza dei tempi dell’esecuzione e dell’ascolto, una sincronizzazione di tante durate interiori, che per loro definizione sarebbero appunto incomunicabili. Si potrebbe persino dire che attraverso la condivisione della musica si invecchia insieme”.  

Sono queste riflessioni che costituiscono il fulcro intorno al quale il Festival Colline in Musica 2024 andrà a sviluppare l’indagine sul concetto di Tempo cercando, attraverso i suoni, di svelare i percorsi estetici indotti dalle sue molteplici declinazioni. Sarà una rassegna densa, piena di dettagli e di rimandi alla bellezza, con un prefestival che inizierà dal teatro Sociale di Alba, il 26 maggio, aperto dalle note di Li Kaixiang, violino, delian::quartett e Virtuoso Ensemble, diretti dal maestro Zhu Qiyuan dell’Orchestra sinfonica di Chengdu. Dopo gli appuntamenti del Quartet and Chamber Music Forum a Piobesi d’Alba, Piea, Neviglie e Guarene, tutto il territorio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato – le colline riconosciute dall’UNESCO patrimonio dell’umanità – sarà coinvolto, con un primo weekend nel Monferrato, dal 7 al 9 giugno. “Andremo alla scoperta del Monferrato con la punta di diamante della meravigliosa abbazia romanico-gotica di Vezzolano. Toccheremo poi Cortemilia e l’Alta Langa, quindi l’iconico Castello di Grinzane Cavour, per arrivare alla chiusura il 30 giugno nel cuore del Roero, a Guarene, dove questo progetto ha avuto inizio”, preannuncia il maestro Pinzaru.

Il viaggio avrà un respiro internazionale, con una protagonista d’eccezione: la Cina. Da qui – dove il festival verrà presentato in tour nel mese di marzo – verranno portati momenti corali, performance e storie bellissime con diverse prospettive e tonalità, come quella del primo flautista dell’Orchestra Sinfonica di Shanghai, il piemontese Bartolomeo Audisio.

Oltre all’internazionalità, sull’asse “innovazione e sostenibilità”, che caratterizza questa edizione della BIT, le iniziative di Roero Cultural Events rappresentano non solo un’integrazione dell’offerta culturale del territorio, bensì un salto di qualità, un cambio di passo nella narrazione di ciò che questa terra è in grado di offrire dal punto di vista culturale. Fin dalla sua prima edizione nel 2021, quando ha portato l’Intelligenza Artificiale a dialogare con la musica, il festival ha mostrato una grande attenzione all’innovazione, concetto non soltanto limitato all’aspetto tecnologico.

Innovativo è il format che prevede, ad esempio, concerti “snelli” dalla durata di un’ora, ma dal contenuto curato e artisticamente rilevante, l’abbandono del concetto di palco per consentire una migliore interazione tra il pubblico e gli artisti e, per una maggiore accessibilità e inclusione, il servizio gratuito di baby-sitting per le famiglie con bambini piccoli e l’accessibilità del sito internet alle persone non vedenti. All’insegna dell’innovazione e della sostenibilità è anche il percorso adottato nel 2022 che dovrebbe, entro il 2026, portare all’azzeramento del carbon footprint delle proprie attività.

cs

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