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Attualità | 11 febbraio 2024, 12:33

Violenze nel carcere di Reggio Emilia, la posizione dell'Osapp: "Giusto indignarsi, ma anche quando sono gli agenti, gli abusati"

Intanto l'organizzazione sindacale lancia un drammatico appello sul carcere di Asti: "La situazione è devastante, il disagio è estremo e si è vicini al collasso"

Violenze nel carcere di Reggio Emilia, la posizione dell'Osapp: "Giusto indignarsi, ma anche quando sono gli agenti, gli abusati"

Stanno creando un enorme dibattito le immagini delle violenze subite da un detenuto all'interno del carcere di Reggio Emilia: incappucciato, picchiato e spogliato da parte di dieci poliziotti penitenziari. Un'ondata di indignazione che monta giorno dopo giorno.

"Una scena da Far west: giusto indignarsi"

E che trova un commento che sicuramente farà discutere anche da parte del sindacato della polizia penitenziaria. Leo Beneduci, segretario generale Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) esprime la sua ferma condanna sui fatti, definendoli "una spedizione punitiva alla Far West, manca solo lo sceriffo che stacchi la “corda” dal ramo e riporti la calma e l’ordine". E aggiunge: "Le telecamere parlerebbero chiaro: giusto indignarsi, giuste persino, forse, le campagne di stampa su giornali e televisione, come accadde per il carcere di Santa Maria Capua Vetere nel 2020 con decine e decine di poliziotti sospesi dal servizio o trasferiti e che ancora lo sono, per un processo che langue dopo le prime assoluzioni in abbreviata e che si immagina trascorrano ancora anni con annesse prescrizioni. Perché la violenza dei più forti contro i più deboli ed indifesi è sempre fonte di riprovazione e di rabbia".

"Sono davvero i poliziotti ad avere il potere nelle carceri?"

Ma qui viene fatto un distinguo, da Beneduci: "Sono davvero i poliziotti penitenziari i più forti nelle attuali carceri italiane? Da tempo non lo crediamo né lo vediamo più né troviamo in carcere quello Stato che pure la Polizia penitenziaria rappresenta e, nel rispetto delle leggi, tutela. Le migliaia di aggressioni, le lesioni, gli insulti?". E aggiunge: "Chi lavora nei reparti detentivi degli istituti penitenziari (di regola in perfetta solitudine anche con 50/100 detenuti da guardare) non è mai sicuro di tornare a casa incolume dopo il servizio e guai a sbagliare anche di poco". "E’ in questo modo, con il personale in queste condizioni che lo Stato vuole fare prevenzione, sicurezza e persino rieducazione nelle carceri?". La conclusione? "Giusto indignarsi ma dovrebbe accadere sempre, anche quando in carcere gli “abusati” sono i poliziotti".

Il drammatico appello sul carcere di Asti: "La situazione è devastante"

 

Intanto, dopo la denuncia degli scorsi giorni, l'organizzazione sindacale torna alla carica anche sulla situazione della casa circondariale di Asti. Lo fa con un appello drammatico, a firma del vice segretario generale Gerardo Romano in una lettera indirizzata, tra gli altri, al direttore del carcere Giuseppina Piscioneri, al prefetto di Asti Claudio Ventrice e a al sindaco Maurizio Rasero. Riportiamo il documento:

La situazione alla Casa Reclusione di Asti è davvero disastrosa. Il disagio è estremo e la situazione è al collasso. Se non si interviene immediatamente, il carcere rischia di precipitare nel vicino fiume Tanaro. Il personale della Polizia Penitenziaria, sia maschile che femminile, è allo stremo delle forze. I riposi vengono negati, con alcuni membri del personale che hanno accumulato oltre dieci riposi non fruibili e oltre 450 ore di lavoro accumulate. Le ferie vengono negate verbalmente senza conferme scritte, portando alcuni a accumulare circa 100 giorni di ferie non usufruite. L'accordo quadro nazionale non viene rispettato, con particolare riferimento all'Articolo 10, e si segnalano violazioni del PID in materia di interpelli.

La situazione è disumana e paradossale, senza precedenti. L'apatia è diffusa e le malattie sono in aumento, anche se ampiamente giustificate. Il personale è sottoposto a carichi di lavoro eccessivi, mentre la sanità penitenziaria interna al carcere sembra avere problemi gravi, con continui trasferimenti di detenuti in strutture ospedaliere esterne che mettono a rischio la sicurezza di tutti.

Ci sono segnalazioni di mancanza di rispetto delle regole, con alcuni membri del personale che occupano posti di servizio in modo irregolare. La sicurezza fisica di tutti è una preoccupazione importante, come già evidenziato in precedenza.

I posti di lavoro sono sporchi, ci sono bagni rotti, muffa e infiltrazioni d'acqua ovunque. Gli ascensori non funzionano e c'è bisogno di una rivisitazione del manto stradale per l'accesso all'istituto. I locali utilizzati come uffici presentano gravi rischi per la sicurezza fisica del personale, con giganteschi quadri elettrici alle spalle e scarsa ventilazione.

Si richiede un sopralluogo urgente del V.I.S.A.G. e una ispezione immediata e completa da parte del Provveditore, con particolare attenzione all'Ufficio servizi. Questa è una situazione drammatica che il personale della Polizia Penitenziaria sta vivendo come un vero e proprio girone dantesco. Si attende un riscontro urgente e provvedimenti concreti, con la speranza che la sicurezza e l'incolumità del personale non siano messe ulteriormente a rischio.

 


Redazione

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