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Attualità | 03 marzo 2024, 12:00

Una notte a bordo dell'Unità di strada della Croce Rossa: un viaggio tra gli "invisibili" di Asti [VIDEOREPORTAGE]

Abbiamo accompagnato gli operatori nel servizio che svolgono, da novembre a marzo, a favore di chi è in una condizione di fragilità

Le immagini della notte assieme all'Unità di Strada (Merphefoto)

Le immagini della notte assieme all'Unità di Strada (Merphefoto)

Ci sono tante piccole grida nel silenzio di questa notte astigiana (il 27 febbraio per chi legge ndr), come in tante altre notti, si levano a questo cielo grigio che non promette altro che pioggia per tutte le ore a venire. 

Sono le grida di chi perso: ha perso il lavoro, banalmente, ha perso un sostegno economico, la casa, ma più di tutto questo - scopriremo - ha perso un momento di vicinanza, l'occasione di un sorriso, la possibilità di ricevere un po' di conforto. Ma nella stessa notte piovosa c'è una mano che non si ritrae mai per stare vicino a chi è invisibile. Sono gli operatori dell'Unità di strada della Croce Rossa che, anche in questa notte da lupi - "le nostre divise non sono idrosolubili" scherzano - sono pronti a partire per aiutare loro, gli "invisibili". Non solo con qualche conforto materiale . Perché, oltre a qualche capo di vestiario e i generi di prima necessità, anche chi è invisibile - o forse proprio perché lo è - ha una storia da raccontare, e che merita di essere raccontata. 

Nella sede della Croce Rossa astigiana, guidata da Stefano Robino, ci accoglie uno dei due responsabili del servizio Uds, Giorgio Zanatta: troviamo una decina di volontari, pronti a partire. Si fanno gli ultimi controlli sul materiale da distibuire : "In questa stagione  ancora in corso - spiega con piglio deciso- sono circa 90 le persone assistite: 82 uomini, 8 donne". Gli italiani "che non ce la fanno" sono 38, 52 gli stranieri: arrivano dal Marocco, Egitto, Romania, Tunisia, Bangladesh, Ucraina. Zanatta snocciola numeri: "35- 40 sono le persone assistite nelle nostre uscite. Abbiamo distribuito 949 sacchetti di viveri, 280 kit igienici, 27 scarponi invernali, 20 scarpe usate, 27 giacconi, 34 coperte, 4 sacchi a pelo, 200 pezzi tra intimo e calze. Accettiamo solo capi di vestiario  in ottimo stato, per l'intimo solo il nuovo per motivi igienici. I giacconi sono il frutto di un sequestro della Guardia di Finanza poi donatoci, è tutto materiale di ottima qualità" .

 

 

IL VIDEOREPORTAGE

Partiamo, prima tappa la Torre Rossa. Ad attenderci alcune persone, è una meta che serve soprattutto gli utenti del dormitorio. C'è chi è lì per un tè caldo, chi per ritirare il sacchetto con gli alimenti.  Ci aspettano sotto la pioggia, per loro la Croce Rossa è una presenza costante ed amica. Qualche sorriso, qualche battuta, si capisce che chi tra aiuta e chi viene aiutato il legame è forte. 

Si riparte, arriviamo in piazza Campo del Palio zona Movicentro. Una tappa che serve la stazione "Ma abbiamo deciso di farla qui perché vicino alla stazione a volte arrivava gente che veniva solo ad infastidire: noi aiutiamo tutti, ma decidiamo chi ha davvero bisogno o chi invece a volte viene ad attaccare briga. Noi ci segniamo tutti i capi di vestiario che diamo via, non vogliamo che qualcuno se ne approfitti. E' capitato, in passato, che qualcuno abbia venduto ciò che gli è stato donato, magari in cambio di pochi euro da  spendere alle macchinette". Avete mai avuto bisogno dell'intervento delle forze dell'ordine? Chiedo. "No mai, la nostra missione, come Croce Rossa, è aiutare tutti, noi non chiediamo da dove vengono e da dove arrivano. Siamo neutrali per convenzione. A volte qualcuno è andato un po' sopra le righe, ma sono stati casi isolati. C'è grande rispetto, generalmente".

Arriviamo nel frattempo, al parcheggio Babilano: anche qui altre persone  ad attenderci. Uno degli assistiti ci racconta la sua storia, che troverete nel reportage, nel frattempo la pioggia diventa più fredda ed insistente. Molta acqua che non aiuta i microfoni e decido di trovare riparo all'interno di uno dei mezzi: l'Unità di Strada è una catena di montaggio della solidarietà mobile. All'interno c'è chi prepara i thermos, chi i sacchetti con qualche prodotto da forno, succhi di frutta, qualche scatoletta. Un'organizzazione militare - non a caso alcuni appartengono al Corpo Militare CRI - al servizio della solidarietà. 

Parcheggio Wayassauto, qui alcuni chiedono di parlare con il medico che ci accompagna: "C'è un medico che spesso ci accompagna, a volte diamo farmaci di pronto impiego - spiega Zanatta - abbiamo fatto 32 visite mediche in strada da parte dei nostri dottori Cri, anche una visita odontoiatrica a cura del nostro direttore sanitario, Riccardo Longo".  

Ultima tappa, forse quella più "visibile", alle Poste Centrali di corso Dante. L'entrone, dove c'è il bancomat, è diventato un rifugio per molti: c'è la luce, c'è la possibilità di un posto asciutto. "I nostri sono discreti, non danno fastidio a nessuno. Anzi spesso sono un disincentivo, la notte, a qualche malintenzionato che magari si mette in agguato verso chi viene qui a prelevare". A riprova di questo, un signore entra, fa le operazioni al bancomat ed esce. Gli abitatori di questo luogo, così diverso rispetto al giorno, lo salutano cordialmente. 

E anche per noi è arrivato il momento dei saluti. "Cosa vuoi che scriva per chiudere" chiedo a Giorgio. "Scrivi di aiutarci. Facciamo appello a qualche concessionario, ci serve un'autovettura, è completamente detraibile dalle tasse. Aiutateci come potete, purtroppo quello che c'è non basta mai. Offerte in denaro, ma anche donazioni di altro genere, anche buoni spesa o buoni regalo". 

Mi allontano con Efrem, il nostro fotografo che mi ha fatto compagnia in questa serata. 

La pioggia è incessante, non molla nemmeno per un istante. Dietro di me i lampeggianti dell'ambulanza ancora si riflettono sulle vetrate delle Poste Centrali. Goccia dopo goccia, grandi cerchi si formano dentro una pozzanghera: verrebbe da scomodare la celebre frase di Madre Teresa di Calcutta, ma tra me e me rifletto che forse finirei con troppa retorica per quella che, alla fine, è stata solo un'ordinaria serata. Per loro. 

 

 

PER DONARE ALL'UNITA' DI STRADA DELLA CROCE ROSSA ITALIANA

 

 

 

Alessandro Franco

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