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Politica | 25 marzo 2024, 12:39

Firmata la nuova legge regionale che regolamenta il Terzo settore

Il documento, che ricevuto l'approvazione unanime del Consiglio Regionale, introduce importanti novità

Firmata la nuova legge regionale che regolamenta il Terzo settore

Un passo avanti significativo per il Terzo settore piemontese è stato compiuto questa mattina con la firma del presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, sulla nuova legge di sostegno e promozione degli enti del Terzo settore. La legge, frutto di una proposta della consigliera Monica Canalis, ha ricevuto l’approvazione unanime del Consiglio Regionale, segnando un momento di unità politica e di impegno sociale.

La normativa introduce la possibilità per le amministrazioni locali di collaborare strettamente con gli enti del Terzo settore attraverso la coprogettazione, sottoscrivendo convenzioni e patti di accreditamento che estendono i benefici anche a terzi. Questa apertura verso una gestione condivisa delle attività sociali è vista come un’innovazione che potenzia il ruolo del volontariato e dell’associazionismo, riconosciuti come risorse preziose per la comunità.

“Il Terzo settore è un pilastro irrinunciabile per il Piemonte, un motore di innumerevoli iniziative dove il volontariato e l’associazionismo rappresentano un valore aggiunto straordinario” ha dichiarato il presidente Cirio, esprimendo gratitudine al Consiglio regionale per il lavoro di confronto e mediazione che ha condotto all’approvazione del provvedimento.

Tra le novità introdotte, spicca l’istituzione della Giornata regionale del volontariato, che si celebrerà il 5 dicembre in concomitanza con la Giornata internazionale del volontariato. Inoltre, viene creata la Consulta regionale del Terzo settore, un organismo presieduto dall’assessore alle Politiche sociali o da un suo delegato, con il compito di fornire pareri e proporre iniziative alla giunta e al Consiglio regionale.

Per incentivare ulteriormente la collaborazione, la Regione potrà assegnare premialità specifiche alle reti di partenariato tra enti pubblici e realtà del Terzo settore, soprattutto nel concedere patrocini o finanziamenti. In aggiunta, è prevista la possibilità per la Regione, le aziende sanitarie e gli enti locali di concedere in comodato d’uso beni immobili e mobili pubblici, non utilizzati per fini istituzionali, per un massimo di trent’anni ad associazioni e enti di volontariato.

Redazione


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