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Cronaca | 17 maggio 2024, 10:37

Allarme droni sul carcere di Asti: sequestrati 5 telefoni e arrestate tre persone

Il fatto risale a ieri pomeriggio, quando un agente della penitenziaria si è accorto che il drone sorvolava l'area

La Casa Circondariale di Quarto

La Casa Circondariale di Quarto

Un importante rinvenimento da parte degli uomini del Reparto di Polizia Penitenziaria in servizio presso la Casa di Reclusione di Asti ha riacceso l’allarme lanciato mesi fa dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) riguardo all’uso di droni da parte della criminalità per far pervenire telefoni cellulari e droga nelle strutture detentive.

Nel pomeriggio di ieri, uno degli agenti in servizio presso la Casa di Reclusione di Asti ha notato un drone che sorvolava l'area del penitenziario e ha immediatamente dato l’allarme. I controlli scattati tempestivamente hanno consentito di intercettare il velivolo e sequestrare cinque telefoni cellulari destinati ai detenuti. Inoltre, sono stati tratti in arresto tre civili che dall’esterno del carcere stavano pilotando il velivolo radiocomandato. 

Problematica già verificatasi in passato, che aveva originato un'attività di indagine svolta dalla Squadra Mobile della Questura di Asti (CLICCA QUI per rileggere l'articolo)

Il segretario per il Piemonte del SAPPE, Vicente Santilli, ha dichiarato: “Il problema dell’introduzione di telefoni in carcere è da tempo noto, e conosciamo bene la sua portata che, al giorno d’oggi, è davvero significativa e continua a crescere giorno dopo giorno. Ci preoccupa non solo il loro utilizzo per scopi illeciti all’esterno del carcere, ma anche il vero e proprio commercio che avviene all’interno delle mura. Uno smartphone ceduto tra detenuti moltiplica vertiginosamente il proprio valore, diventando fonte di ingenti guadagni illeciti per chi riesce a gestirne il commercio.”

Dal 2020, introdurre un cellulare in carcere è un reato punibile con una pena che va da uno a quattro anni. Tuttavia, il continuo aumento dei sequestri dimostra che non è un deterrente sufficiente ad arginare il fenomeno. Secondo Santilli, servono interventi concreti per attualizzare il concetto della pena e della sua esecuzione ai giorni nostri, considerando le tecnologie attuali e la realtà penitenziaria, fatta di detenuti sempre più violenti e noncuranti delle più basiche regole di civiltà. Investire sulla formazione del personale e sulle dotazioni individuali e di reparto è indispensabile per garantire l’ordine all’interno degli istituti di prevenzione e di pena, tutelando la sicurezza a beneficio della collettività libera.

Il Segretario Generale SAPPE, Donato Capece, ha evidenziato che questo evento conferma tutte le ipotesi investigative riguardo all’ormai conclamato fenomeno di traffico illecito tramite droni. La libertà di movimento dei detenuti a seguito del regime custodiale aperto e le criticità operative attuali rendono necessario un intervento mirato. 

A tal proposito, è in corso di organizzazione territoriale un Nucleo di poliziotti penitenziari specializzati ed esperti nell’utilizzo e nella gestione dei droni, sia in ottica preventiva che dissuasiva. I droni possono essere utilizzati per la ricognizione delle aree vicine ai carceri e per monitorare ampi spazi senza essere visti. L’auspicio è che presto anche il Piemonte possa disporre di un numero sufficiente di poliziotti adeguatamente preparati e formati per affrontare questa sfida in modo efficace .

Gabriele Massaro

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