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Solidarietà | 17 maggio 2024, 13:43

Svelata un'opera in memoria di Maria Grazia Curallo, primo avvocato donna iscritta al Foro di Asti [GALLERIA FOTOGRAFICA e VIDEO]

E' stata realizzata, su incarico dell'Ordine degli Avvocati, da un gruppo di talentuosi studenti dell'Artistico Alfieri

Un nuovo simbolo di giustizia e parità di genere si erge fiero davanti al Palazzo di Giustizia di Asti. Si tratta di un’opera artistica dedicata a Maria Grazia Curallo, prima donna iscritta al Foro di Asti, la cui memoria continua a ispirare e a ricordare che l’accesso alla professione legale non conosce barriere di genere.

L’opera, realizzata in ferro trattato con tecniche di lavorazione speculare e tridimensionale, è stata sviluppata da un talentuoso gruppi di degli studenti e delle studentesse della VF del liceo artistico Alfieri di Asti (Sara Mongillo, Lorenzo Livorsi, Chiara Bacco, Valentina Oliva, Federico Pizzo, Laura Chanoux e Melissa Ruffa). La dirigente scolastica, dottoressa Maria Stella Perrone, ha elogiato l’impegno e la competenza dimostrati dai giovani artisti, sostenuti "da insegnanti di eccezionale valore" (professoresse Silvia Caronna e Giorgia Sanlorenzo e professor Stefano Scagliola).

Chiara Bacco, intervenendo anche a nome di tutti gli altri giovani talenti che hanno contribuito alla creazione dell’opera, ha condiviso l’entusiasmo dei suoi compagni per la riuscita della 'sfida' che la lavorazione del ferro ha rappresentato, unendo con successo linguaggio tradizionale e digitale.

La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione di figure chiave del panorama legale e culturale della città. Barbara Odarda, avvocato e presidente della Commissione di Pari Opportunità dell’Ordine degli avvocati di Asti, ha sottolineato l’importanza di conoscere e valorizzare le storie delle donne pioniere nella professione, nelle quali, ripercorrendone la storia professionale, "ci si può riconoscere".

Considerazioni condivise anche dall'avvocato Giorgia Montanara, prima donna presidente dell'Ordine degli Avvocati di Asti, che però ha aggiunto un paio di considerazioni su cui far riflettere i presenti. Ovvero il rammarico per la mancata autorizzazione da parte dell'Amministrazione comunale per l'intitolazione ufficiale della piazzetta all'avvocato Curallo e l'importanza di proseguire nell'impegno finalizzato ad ottenere l’equiparazione degli stipendi tra uomini e donne che svolgono la professione legale.  "Ora i ostri sforzi - ha affermato - debbono essere indirizzati al raggiungimento dell'equiparazione degli stipendi, più che sull'utilizzo dei termini di genere".

Il presidente del Tribunale, Paolo Rampini, e il capo della procura della Repubblica di Asti, Biagio Mazzeo, hanno entrambi riconosciuto l’importanza dell’opera come simbolo del progresso e della presenza femminile nel campo della giustizia.

Giovanna Cristina Gado, referente della Toponomastica Femminile, ha invece rimarcato come quest'opera rappresenti un passo significativo verso il cambiamento culturale e storico della città, promuovendo il riconoscimento del talento femminile e fornendo un esempio concreto per le nuove generazioni.

Successivamente hanno preso la parola le referenti dei Club di Servizio che hanno fornito un contributo economico determinante per sviluppare l'opera e, in chiusura, sono intervenuti i familiari dell'avvocatessa Curallo.

L’opera, che ora fa parte del patrimonio del Palazzo di Giustizia, non è solo un tributo a una figura storica, ma anche un promemoria vivente dell’evoluzione dei diritti e delle opportunità per le donne nel campo legale e oltre.

Gabriele Massaro

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