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Economia e lavoro | 31 agosto 2025, 07:20

"Firma per difendere il cibo italiano", l'appello di Coldiretti Asti

Prosegue la mobilitazione per la proposta di legge europea sull'origine obbligatoria degli alimenti. Fitto calendario di appuntamenti in città e provincia

Continua anche nell'Astigiano la mobilitazione di Coldiretti per la proposta di legge europea di iniziativa popolare finalizzata a introdurre l'obbligo dell'origine degli alimenti in etichetta in tutta l'Unione Europea e a contrastare il fenomeno del falso Made in Italy. L'obiettivo della Confederazione è ambizioso: raccogliere un milione di firme a livello continentale per garantire maggiore trasparenza ai consumatori e proteggere le produzioni agroalimentari nazionali.

Per tutto il mese di settembre, Coldiretti Asti ha organizzato un fitto calendario di appuntamenti per consentire ai cittadini di sottoscrivere la proposta. I banchetti saranno presenti non solo presso i Mercati Contadini di Campagna Amica, gli Agriturismi di Terranostra e gli uffici dell'associazione, ma anche in numerose piazze e luoghi strategici della città.

La campagna di raccolta firme prenderà il via domani, lunedì 1 settembre, e si concluderà domenica 21 settembre. Gli appuntamenti si terranno principalmente presso le aree mercatali cittadine con orario dalle 8.30 alle 14: il lunedì in piazza Nostra Signora di Lourdes, il martedì in via Gozzano, il mercoledì in piazza Campo del Palio e il venerdì in piazza Catena. Sono previste anche date speciali, come sabato 6 settembre a Capriglio dalle 16 alle 23 e in contemporanea in piazza Alfieri e piazza Campo del Palio. Il centro città sarà nuovamente protagonista nel weekend del Douja d'Or, con punti di raccolta in piazza Alfieri e corso Alfieri, per poi concludere domenica 21 in occasione della Festa dello Sport.

"Garantirsi alimenti di comprovata origine significa difendere salute, ambiente, territorio e cultura contadina", ha commentato la presidente di Coldiretti Asti, Monica Monticone. "Un obiettivo a cui tutti dovremmo tendere, in quanto la certezza dell’origine consente di fare scelte d’acquisto consapevoli. Non possiamo permetterci acquisti fatti con leggerezza, senza sapere se, dietro a quel prodotto, ci siano l’utilizzo indiscriminato di pesticidi, l’abuso di manodopera o metodi di processo che non garantiscano i requisiti di sicurezza alimentare", ha sottolineato.

Un concetto ribadito anche dal direttore Giovanni Rosso, che ha definito la trasparenza in etichetta un vero e proprio diritto per i cittadini: "Essere consapevoli dell’origine dei prodotti è una responsabilità che riguarda tutti, compresi i consumatori, i quali possono concorrere alla causa sia sottoscrivendo la proposta, sia facendo scelte d’acquisto consapevoli", ha concluso. "Firmare non costa nulla e il raggiungimento delle firme necessarie consentirà l’adozione di una normativa europea a tutela dei consumatori stessi, del Made in Italy e della nostra agricoltura".

Redazione

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