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Cultura e tempo libero | 06 gennaio 2026, 17:50

Piemonte dal Vivo primo Circuito multidisciplinare d'Italia. Chiarelli: "E' la voce dei teatri dei piccoli comuni"

Storico riconoscimento dal Ministero della Cultura e un 2026 che si apre tra grandi nomi e nuovi linguaggi

Piemonte dal Vivo al vertice dei Circuiti multidisciplinari dello spettacolo

Piemonte dal Vivo al vertice dei Circuiti multidisciplinari dello spettacolo

Piemonte dal Vivo conquista per la prima volta il vertice nazionale dei Circuiti multidisciplinari dello spettacolo dal vivo. Per il triennio 2025–2027, il Ministero della Cultura ha infatti collocato la Fondazione al primo posto della graduatoria del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, con un punteggio di 80,92: un risultato che certifica la qualità, l’efficacia e la diffusione del modello piemontese su scala nazionale.

"All’inizio di questa nuova triennalità la Commissione Prosa del Ministero della Cultura ha riconosciuto un’eccellenza nel Circuito Regionale del Piemonte per qualità, efficacia ed effettività delle sue azioni in Italia", dichiara Alessandro Voglino, presidente della Commissione Prosa. "Lo consideriamo un modello: i circuiti sono uno degli strumenti principali per allungare le stagioni, dare più vita agli spettacoli e ampliare i luoghi di rappresentazione, che è la grande sfida del presente e del futuro del teatro italiano".

Un riconoscimento che arriva in una fase di forte crescita per la Fondazione. "Sono diventata presidente in un momento di grande sviluppo per Piemonte dal Vivo – sottolinea Manuela Lamberti, presidente della Fondazione –. Il Circuito ha saputo interpretare le sfide della contemporaneità, sperimentando nuovi linguaggi e nuove traiettorie di sviluppo. L’innovazione tecnologica ci invita oggi a riflettere sulla transdisciplinarietà, mantenendo salda la centralità dell’uomo e accogliendo le grandi trasformazioni del nostro tempo".

I risultati confermano la coerenza dell’azione di Piemonte dal Vivo con il Programma Triennale della Cultura regionale, traducendo nella pratica quotidiana dei teatri, dei comuni e delle comunità la visione strategica della Regione sul ruolo della cultura come leva di sviluppo sostenibile, inclusione e benessere dei territori.

"Piemonte dal Vivo non è soltanto un Circuito, ma una vera infrastruttura culturale che cresce insieme ai suoi territori – evidenzia l’assessore regionale alla Cultura Marina Chiarelli –. È la voce dei teatri dei piccoli comuni, è lo sguardo dei ragazzi che si accende davanti a uno spettacolo, è l’emozione condivisa che unisce generazioni diverse. Portare teatro, musica, danza e nuove forme d’arte in oltre 70 comuni significa rafforzare un’idea di cultura accessibile, diffusa e inclusiva".

Tre direttrici per il triennio 2025–2027

Per il nuovo triennio Piemonte dal Vivo sviluppa la propria azione lungo tre assi fondamentali. Il primo è rappresentato dalle 30 stagioni comunali multidisciplinari, costruite in sinergia con gli enti locali, che spaziano dal grande repertorio alle proposte più sperimentali, per un totale di circa 300 repliche a stagione.

Il secondo asse è il progetto Corto Circuito, dedicato agli spazi rigenerati e alle nuove comunità culturali. Coinvolge 20 realtà di promozione teatrale attive in 26 comuni, di cui 14 piccoli borghi, con circa 180 repliche a stagione. Un laboratorio diffuso in cui le compagnie possono sperimentare in modo continuativo, generando innovazione artistica e coesione sociale.

La terza direttrice è rivolta alle Nuove Generazioni, ambito strategico della Fondazione: spettacoli, formazione e percorsi partecipativi in dialogo con scuole e famiglie, con un’attenzione crescente al pubblico adolescente. Tra i progetti, Playtime. Esercizi per un futuro possibile per le scuole secondarie, i cui primi risultati confluiranno nel volume Educare alla Bellezza, in uscita per Franco Angeli.

Secondo i primi dati del 2025, Piemonte dal Vivo ha programmato circa 900 recite tra prosa, danza, musica e circo contemporaneo, raggiungendo 73 comuni in 8 province e attivando una rete di 156 spazi tra teatri, luoghi non convenzionali e siti culturali, con una particolare attenzione alle aree interne e ai comuni sotto i 5.000 abitanti.

Gennaio 2026: si entra nel vivo

Il 2026 si apre con un cartellone di gennaio che restituisce appieno l’identità di Piemonte dal Vivo come “più grande palcoscenico d’Italia”, capace di coniugare grandi interpreti, ricerca contemporanea e teatro diffuso.

Tra i nomi più attesi c’è Paolo Kessisoglu, che il 9 gennaio sarà al Teatrino Civico di Chivasso e il 10 gennaio al Teatro Cantoregi di Carignano con Sfìdati di me, spettacolo intimo e ironico sul rapporto padre-figlio. Proprio a Carignano, il 25 gennaio, debutta lo spettacolo di danza Questo lavoro sull’arancia di Marco Chenevier e Alessia Pinto, inserito nella rassegna We Speak Dance.

Il Teatro Sociale di Pinerolo propone una sequenza di appuntamenti di forte richiamo: l’11 gennaio Il giuoco delle parti in versione Pirandello Pulp (Maurizio VI), con Massimo Dapporto e Fabio Troiano, rilettura attuale e irriverente del classico; il 21 gennaio il capolavoro di Yasmina RezaLe Dieu du carnage, con la regia di Antonio Zavatteri; e il 29 gennaio Matteotti (Anatomia di un fascismo), con Ottavia Piccolo e l’Orchestra Multietnica di Arezzo, potente affresco civile tra teatro e musica.

Al Teatro Magnetti di Ciriè, il 15 gennaioStavamo meglio quando stavamo peggio? con Stefano Masciarelli accompagna il pubblico in un viaggio tra gli anni Sessanta e Settanta, tra memoria, ironia e canzoni di Alberto Sordi. Di felicità e infelicità parla anche L’arte di rendersi infelici, in scena il 16 gennaio al Teatro San Carlo di Casalborgone, diretto da Domenico Castaldo.

Il 17 gennaio concentra alcune delle proposte più originali del mese: al Teatro Selve di Vigone va in scena Buffoni all’inferno di Marco Zoppello, produzione Stivalaccio Teatro, una discesa grottesca e visionaria negli inferi; mentre al Teatro Bertagnolio di Chiaverano Trent’anni di grano del Teatro delle Ariette trasforma la scena in un’esperienza conviviale, con quaranta spettatori seduti attorno a un grande tavolo a U.

Pianezza, il 22 gennaio, il Salone San Pancrazio ospita Sergio di e con Francesca Sarteanesi, spettacolo che si intreccia a una lezione di scrittura creativa, tra racconto intimo e dialogo con il pubblico. Il 30 gennaio al Teatro Tullio Pinelli di Cuorgnè arriva Shakespearology della compagnia Sotterraneo, mentre il 31 gennaio la Sala grande di LanzoIncontra, a Fiano, accoglie Teatro naturale? Io, il cous cous e Albert Camus, ironico attraversamento tra filosofia, identità e cibo.

Teatro per famiglie

Grande attenzione anche al Teatro per Famiglie: il 18 gennaio al Teatrino Civico di Chivasso va in scena Scimmiotto e Tripitaka di Giordano V. Amato, liberamente ispirato a un caposaldo della letteratura cinese; il 24 gennaio al Teatro Magnetti di Ciriè Cenerentola 301 rilegge la fiaba attraverso l’arte dei burattini; mentre il 25 gennaio al Teatro Selve di Vigone Lo scienziato nel cilindro di e con Andrea Vico conduce i più giovani in un viaggio giocoso e divulgativo nel mondo della chimica.

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