La manovra finanziaria presenta alcune criticità per il settore delle costruzioni. È il giudizio espresso da Confartigianato Imprese Piemonte, che guarda con preoccupazione alle prospettive future dell’edilizia, in particolare sul fronte delle ristrutturazioni. In Piemonte le imprese artigiane del settore costruzioni sono 48.426, il 42,7% del totale delle imprese artigiane registrate.
"Gli artigiani si chiedono se si poteva fare di più – commenta Enzo Tanino, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte Costruzioni –, soprattutto in un comparto che è un volano economico e occupazionale fondamentale per il territorio".
Il rischio di frenare il mercato delle ristrutturazioni
Tra gli interventi più rilevanti della manovra figurano le detrazioni IRPEF per l’edilizia: 50% per l’abitazione principale e 36% per altri immobili. Percentuali che, tuttavia, scenderanno al 36% e al 30% nel 2027, proprio alla vigilia del recepimento delle normative europee sull’efficienza energetica degli edifici.
"Percentuali così ridotte – sottolinea Tanino – rischiano di frenare in modo significativo il mercato delle ristrutturazioni, proprio quando cittadini e imprese saranno chiamati a investire per adeguare il patrimonio edilizio agli standard ambientali europei".
Nodi critici: appalti pubblici e Piano Casa
Altro punto critico riguarda l’introduzione di un prezziario nazionale per gli appalti pubblici. "La preoccupazione – evidenzia Tanino – riguarda le modalità con cui andrà a interfacciarsi con i prezzari regionali. A questo si aggiunge l’incertezza legata al decreto ministeriale attuativo".
Per quanto riguarda il Piano Casa, le risorse previste – 100 milioni di euro per il 2026 e 100 milioni per il 2027 – risultano ridimensionate rispetto ai 300 milioni inizialmente previsti. "Si parla di integrare con fondi europei – osserva Tanino –, ma sarà decisivo capire se il sistema Paese sarà in grado di intercettarli concretamente".
Il commento del presidente regionale
Sulla manovra nel suo complesso si è espresso anche Giorgio Felici, Presidente di Confartigianato Imprese Piemonte: "Qualche luce e molte ombre. Va bene l’eliminazione dei limiti alla compensazione dei debiti previdenziali con i crediti fiscali, il rifinanziamento della Nuova Sabatini e la rimodulazione delle aliquote IRPEF".
Critico, invece, il giudizio sull’introduzione di una ritenuta di acconto nelle transazioni tra imprese e sull’aumento delle accise sul gasolio: "Sono misure che vanno nella direzione opposta rispetto al sostegno alla liquidità e alla riduzione dei costi di produzione, aumentando la predazione fiscale ed esattoriale".














