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Attualità | 19 gennaio 2026, 12:25

Bagna della Merla: oltre cento locali per il bis invernale del rito culinario

Dal 29 gennaio al 1° febbraio la replica invernale del celebre evento gastronomico: attesi migliaia di bagnacaudisti

I giorni tradizionalmente più freddi dell'anno si preparano a essere riscaldati dal calore dei fujot. Dal 29 gennaio al 1° febbraio torna la Bagna della Merla, l'ideale continuazione invernale del Bagna Cauda Day che a fine novembre ha celebrato uno dei piatti cardine della tradizione piemontese. L'iniziativa, orchestrata dall'Associazione culturale Astigiani, punta a rinnovare lo spirito conviviale dell'evento autunnale trasformando la bagna cauda in un rito collettivo diffuso su tutto il territorio.

Sono oltre 100 i locali che hanno risposto all'appello: ristoranti, cantine storiche, osterie e agriturismi accoglieranno migliaia di appassionati per un lungo fine settimana all'insegna del gusto e della condivisione. Non si tratta solo di gastronomia, ma di un progetto che conferma il suo valore sociale: gli utili dell'evento vengono infatti destinati ogni anno ad azioni di solidarietà e tutela ambientale, come il finanziamento per la crescita del Bosco degli Astigiani. Questo parco pubblico, che sorge sulle colline di Viatosto su oltre cinque ettari donati dalla Banca d'Asti, rappresenta un polmone verde dedicato alla biodiversità che cresce grazie a ogni "intingolo" consumato.

Un referendum per il motto 2026

Uno degli aspetti più curiosi di questa edizione riguarda il futuro del celebre "Bavagliolone". L'invito a proporre idee per lo slogan che apparirà sul bavaglio del 2026 ha scatenato la fantasia dei partecipanti: sono giunte oltre 500 proposte, scritte sulle tovagliette durante l'edizione passata tra un cardo e un peperone. Una giuria di Astigiani sta ora selezionando i 30 finalisti che saranno sottoposti a un vero e proprio referendum popolare online. Nella settimana dal 26 gennaio al 1° febbraio 2026, tutti i "bagnacaudisti" potranno votare il loro preferito.

"La Bagna Cauda è da sempre un rito popolare, e questo referendum lo dimostra ancora una volta", dichiarano gli organizzatori, sottolineando come l'alta partecipazione trasformi l'evento in "un momento di identità condivisa, in cui tutti possono dire la loro, con ironia e intelligenza". Agli autori dei dieci motti più votati andrà una cantinetta offerta dalla Cantina di Nizza. Nel frattempo, i partecipanti alla Bagna della Merla riceveranno il Bavagliolone 2025 in stoffa, illustrato da Raffaele Iachetti, che recita il motto "Usiamo la testa": un invito a riflettere con la propria testa rappresentato ironicamente da un grande aglio.

La formula: prezzi, semafori e premiazioni

La macchina organizzativa conferma la formula collaudata che rende l'evento accessibile e vario. Sul sito ufficiale sono elencati i locali aderenti suddivisi per aree geografiche (Astigiano, Monferrato, Langhe, Torinese e Alto Piemonte), ciascuno con la propria disponibilità. Per orientare i palati, vige la regola dei semafori del gusto: rosso per la versione classica "come Dio comanda", giallo per quella "eretica" con aglio stemperato e verde per la "atea", priva d'aglio.

Il prezzo di riferimento per il menu è fissato a 30 euro, con il vino proposto a 15 euro a bottiglia, grazie alle "alleanze del gusto" con storiche case vinicole come Bava, Braida, Cascina Castlèt e Coppo. Per chi preferisce la comodità domestica, è disponibile la versione d'asporto "Sporta a ca’", mentre i più esigenti possono optare per la "Bagna sovrana" o il "Finale in gloria" con tartufo.

L'apertura della manifestazione, giovedì 29 gennaio, sarà segnata anche da un momento istituzionale al Cinema Lumière di Asti. Nel pomeriggio verranno premiati i 12 locali più apprezzati nel sondaggio "Vota la bagna" e si concluderà il progetto "Bagna alla lavagna". Quest'ultimo ha coinvolto oltre 40 classi delle scuole primarie e secondarie in una ricerca sui cambiamenti delle abitudini alimentari, promossa in collaborazione con Confagricoltura e la libreria Marchia. Un modo per tramandare la cultura del cibo alle nuove generazioni, unendo didattica e tradizione.

Redazione

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