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Sanità | 20 gennaio 2026, 19:11

Il vento che colora l'Oncologia di Asti: studenti, volontari e professionisti ridisegnano la cura​ [FOTOGALLERY]

Dal murale "Vento" di Gaia Alongi alle nuove poltrone donate, il Day Hospital del Massaia si trasforma in un luogo dove la dignità delle persone passa anche dall'ambiente​

Chiara Alongi e il suo murale

Chiara Alongi e il suo murale

Il Day Hospital oncologico del Cardinal Massaia di Asti ha un nuovo volto, costruito centimetro dopo centimetro da una rete che tiene insieme studenti del liceo artistico, volontari, liberi professionisti, enti e imprese del territorio. Presentato oggi in conferenza stampa alla presenza del sindaco di Asti, Maurizio Rasero e dei presidenti degli ordini professionali sanitari (Claudio Lucia per i medici e Stefania Calcari per gli infermieri) il progetto ha trasformato i locali destinati all'accoglienza e alle cure attraverso un intervento organico che mette al centro l'idea che curare significhi anche prendersi cura dell'ambiente in cui si vive la malattia.​

Un bozzetto che diventa racconto a parete

Tutto nasce nell'anno scolastico 2022-2023, quando nell'ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento (PTCO) la classe VF del Liceo artistico "Benedetto Alfieri", guidata dai docenti Erika Bocchino e Andrea Marello, elabora proposte grafiche per decorare la sala d'attesa. Venti ragazzi lavorano al progetto, immaginando pannelli capaci di considerare il contesto, la luce, la funzione di uno spazio dove le persone attendono risposte decisive. Dopo una serie di incontri con il committente – il direttore dell'Oncologia Marcello Tucci – viene selezionato il bozzetto "Vento" di Gaia Alongi, che da idea si trasforma in un vero e proprio racconto a parete.​

"Il professor Marello inizia a pensare come poter rendere questa sala più accogliente, imposta un lavoro importante di progettazione di pannelli. La cosa non è semplice: Bisogna considerare il contesto, la luce, tutta una serie di altre attività", spiega la dirigente scolastica Stella Perrone. Dopo la fase di selezione, entra in gioco la professoressa Silvia Caronna, referente della progettualità dell'istituto e grafica, che segue la realizzazione tecnica: dal disegno tradizionale al passaggio digitale, fino all'utilizzo di una pellicola adatta agli standard igienici ospedalieri. A rendere possibile la concretizzazione del lavoro contribuiscono, su base volontaria, le aziende astigiane Zeta Solutions & C, Quinto Impianti con Federica e Domenico Quinto, l'architetto Patrizia Bologna e l'ingegner Alberto Buriasco.​

I numeri di un'oncologia che cresce

"Quando alcuni pazienti mi dicono 'dottore, questa sala d'attesa è sempre più piena, dobbiamo pensarla in modo negativo?', io rispondo: No, perché il fatto che sia più piena vuol dire che oggi riusciamo a fare più cose per i nostri pazienti", racconta il dottor Tucci. Non si tratta solo di un aumento dell'incidenza dei tumori, ma della capacità di curare malattie difficili per anni, di fare diagnosi più precoci, di seguire percorsi terapeutici sempre più personalizzati.​

I dati del 2025 parlano chiaro: la struttura complessa ha seguito 2.114 pazienti (+3,8% sul 2024), gli accessi per terapia sono stati 17.301 (+5,7%), le dosi personalizzate di farmaco antineoplastico preparate dall'Unità farmaci antiblastici della farmacia ospedaliera sono state 43.313 (+7,7%), con una media di 111 preparazioni al giorno. "Questa non è più un'oncologia piccina, è un'oncologia di media alta portata", sottolinea Tucci.​

Nel corso del 2025 è stato messo a punto il "Drug Day": Nella stessa giornata vengono convocati tutti i pazienti con terapia analoga, ottimizzando il consumo dei farmaci, riducendo gli sprechi e migliorando l'organizzazione interna. La percentuale di pazienti che hanno effettuato una visita di presa in carico entro cinque giorni dalla segnalazione al Centro Accoglienza Servizi è prossima al 100%.​

Il tempo della comunicazione e l'"io ci sono"

"Non esiste un'oncologia dignitosa senza quella che viene definita dalla legge del consenso informato come il tempo della comunicazione, ma io la voglio sintetizzare in un altro modo: Tempo della comunicazione per me vuol dire poter dire ai nostri pazienti, anche alcune volte con grande difficoltà, io ci sono", afferma Tucci. Questo "io ci sono" si traduce in pratiche quotidiane: il colloquio d'accoglienza all'inizio del trattamento, per valutare non solo gli aspetti tecnici ma anche le paure e la situazione familiare del paziente; la presenza di una farmacista di reparto che ogni giorno aiuta i pazienti a capire gli effetti collaterali, a prendere meglio i farmaci, a gestire la terapia di supporto.​

"L'io ci sono che ho imparato qui ad Asti non è soltanto quello degli operatori verso i pazienti, ma anche quello che i volontari del terzo settore riescono a fare nei confronti di tutti i pazienti e degli operatori", aggiunge il direttore dell'Oncologia.​

Due poltrone e la Stanza del sorriso

A rendere le cure più confortevoli contribuiscono anche le due nuove poltrone multifunzione per le terapie oncologiche, acquistate dalla Fondazione astigiana per la salute del territorio con i fondi messi a disposizione dalla società astigiana Quinto Impianti. Inoltre viene potenziata l'attività della Stanza del Sorriso, dove opereranno gratuitamente parrucchiere ed estetiste per affiancare le pazienti durante il percorso della perdita e poi della ricrescita dei capelli.​

"Si tratta di un ambiente riservato e confortevole per rafforzare nelle donne la consapevolezza che un atteggiamento positivo e resiliente può essere una parte non marginale della cura", spiega il presidente di Astro, Franco Testore. Medici e infermieri del Day Hospital oncologico hanno un ruolo nel fornire alle pazienti le informazioni e nell'aiutarle a trovare e mantenere le motivazioni per reagire, con il supporto delle volontarie del Progetto Vita A.S.T.R.O., presenza costante da trent'anni. La Stanza del Sorriso è già in funzione con la fornitura gratuita di parrucche, consigli per la cura della pelle e altri aiuti: "Lavoreremo per promuovere la donazione di capelli a favore delle pazienti, in modo da poter fabbricare parrucche personalizzate senza alcun costo", annuncia Testore.​

Alla presentazione hanno partecipato, insieme ad Astro, le associazioni di volontariato Con te Odv, L'Arte del Sorriso VIP, Progetto Vita, Bag for life e Scaldacuore, che assistono e supportano il percorso sanitario dei pazienti. Hanno contribuito al progetto anche l'Opera Pia Tellini con il presidente Gerardo Navazio, oltre a Gabriella Cappellina, Giustino Lazzaro, Carlo e Silvia Rosso.​

"Celebriamo cose fatte con il cuore, tanto cuore che spesso si dà per scontato", ha ricordato il direttore generale dell'Asl At Giovanni Gorgoni, che ha voluto dedicare un pensiero a Beppe Pellitteri, presidente dei "Nasi rossi" astigiani morto nei giorni scorsi: "È stata la prima persona che ho incontrato arrivando ad Asti. Quando cambio scrivania ho con me sempre un naso rosso per ricordarmi di non prendermi troppo sul serio e ManoMano è stato l'emblema di chi regala sorrisi", ha chiuso, invitando a un minuto di silenzio.​

Il dottor Testore ha sottolineato, ricordando il rilancio della Stanza del sorriso, come sia "straordinario continuare a vedere il reparto che si rinnova grazie all'impegno di chi ci lavora e di chi fa volontariato. A settembre saranno 20 anni che funziona il Day Hospital oncologico. Un luogo del mondo non chiuso, con l'idea del mondo che entra grazie al volontariato. A fare la differenza sono le persone che volontariamente passano del tempo qui".

Emozionata l'autrice dell'opera, Chiara, che ha spiegato che "Vento" è l'uscita dal tunnel verso la luce, con la sciarpa rossa che a mano a mano si allontana. La mostra dei bozzetti realizzati dagli studenti è visibile in una delle stanze del reparto e la conferenza è stata allietata dall'arpista, Alfiere della Repubblica, Beatrice Orlandi.

Betty Martinelli

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