Un nuovo rincaro delle tariffe per l’utilizzo degli spazi comunali rischia di colpire alcune attività culturali e ricreative di Incisa Scapaccino. Teatro e Ala, da sempre punti di riferimento per corsi, incontri e attività sociali, diventano più costosi.
Le osservazioni dell’opposizione
A manifestare una certa preoccupazione è stata la consigliera di minoranza Emanuela Tornato, che ha sottolineato la valenza culturale di questi luoghi per il paese: “In queste strutture si sono svolte e si svolgono attività di grande utilità per la comunità: corsi di ballo, ginnastica, iniziative per il tempo libero, momenti aggregativi e percorsi formativi rivolti a tutta la popolazione - spiega - Con le nuove tariffe, invece, il rischio concreto è che alcuni corsi e iniziative non riescano più a sostenere i costi, e siano quindi costretti a trasferirsi in altri comuni o, peggio, a interrompersi del tutto”.
Con il nuovo tariffario, dunque, la possibilità di rinuncia da parte delle associazioni diventerebbe sempre più concreta, con il rischio, secondo l’opposizione, di uno spostamento nei centri vicini o di una cessazione dell’attività.
“Una situazione che potrebbe generare disagi organizzativi ed economici per molte persone, soprattutto per chi non ha la possibilità di spostarsi facilmente - continua la consigliera - Non si tratta di fare polemica, ma di evidenziare un problema pratico, che ricadrà su cittadini, famiglie e associazioni: in un piccolo Comune come il nostro, dove l’offerta di attività è già limitata, ogni scelta che rende più difficile mantenere servizi e corsi accessibili rischia di tradursi in un impoverimento della qualità della vita e delle occasioni di socialità”.
La richiesta all’amministrazione
Dalle considerazioni esposte, il gruppo di minoranza chiede all’amministrazione “di valutare correttivi, introducendo criteri più equilibrati che consentano di tutelare le iniziative sociali, culturali, sportive e formative che rappresentano un valore per tutti”. Tra le proposte avanzate dall’opposizione c’è anche la richiesta di una maggiore differenziazione delle tariffe, sia in base agli spazi utilizzati sia in base alla residenza delle associazioni. Secondo Tornato, l’attuale sistema non tiene conto delle specificità dei singoli casi e finisce per penalizzare indiscriminatamente chi organizza attività continuative: “Ad esempio nel caso del corso di ballo del giovedì di 6 ore, per un’associazione non residente, dovrebbe pagare 180 euro con tariffa oraria o 120 euro tariffa giornaliera con un costo assurdo mensile di 720 euro o 480 euro, costi insostenibili - conclude la capogruppo dell'opposizione - In particolare, riteniamo importante prevedere forme di agevolazione o riduzione per le attività continuative e per quelle rivolte a fasce più fragili della popolazione, come anziani e famiglie e per le associazioni senza scopo di lucro. Il nostro intento è contribuire, in modo costruttivo, affinché gli spazi pubblici restino realmente al servizio della comunità, e non diventino un costo insostenibile per chi, con impegno e volontariato, anima la vita del paese”.














