I deputati M5S Chiara Appendino e Antonino Iaria hanno depositato un’interrogazione parlamentare per sollecitare l’apertura di un tavolo con IREN, le aziende coinvolte e i sindacati. Una decisione nata dalla preoccupazione che 62 dipendenti della RTI Mediacom-Tecnocall, call center che gestisce l’appalto Iren, perdano il lavoro.
“Un licenziamento collettivo che colpisce oltre metà della forza lavoro e che nasce da un fatto gravissimo: non sono stati garantiti i volumi previsti dall'appalto, peraltro partito con assorbimento in clausola sociale - strumento che esiste proprio per tutelare l'occupazione - e il rischio viene scaricato interamente su chi lavora”, dichiarano i 5 Stelle.
L’interrogazione è stata depositata con l’intento di chiedere al governo un intervento repentino, convocando le varie parti interessate per verificare responsabilità e scongiurare i licenziamenti.
“Ancora più preoccupante è che l'introduzione dell'intelligenza artificiale venga usata come alibi per tagli lineari: l'innovazione va governata con riqualificazione e transizioni contrattate, non trasformata in espulsione occupazionale. I lavoratori non possono pagare errori di gara o scelte industriali calate dall'alto, soprattutto se provengono da partecipate pubbliche”, concludono Appendino e Iaria.
Questa interrogazione, quindi, va ad aggiungersi a quella recentemente presentata dal consigliere di Ambiente Asti, Mario Malandrone, alla giunta di Asti. Una situazione che colpisce nuovamente il mondo del lavoro astigiano, già coinvolto nelle tensioni scaturite dal caso Konecta.














