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Sanità | 28 gennaio 2026, 16:19

Triplice neoplasia rimossa con successo su una paziente ultraottantenne al Cardinal Massaia

Intervento complesso in laparoscopia eseguito da un'équipe multidisciplinare: asportati simultaneamente tumori a colon, rene e ovaio

Da sinistra: il dottor Giovanni Zarrelli (direttore dell’Urologia), la dottoressa Maria Carmela Giuffrida (direttore della Chirurgia Generale), il chirurgo Ugo Parisi che ha preso parte all’intervento

Da sinistra: il dottor Giovanni Zarrelli (direttore dell’Urologia), la dottoressa Maria Carmela Giuffrida (direttore della Chirurgia Generale), il chirurgo Ugo Parisi che ha preso parte all’intervento

Un intervento chirurgico di eccezionale complessità è stato portato a termine con successo all'ospedale Cardinal Massaia di Asti su una paziente ultraottantenne. Un'équipe plurispecialistica formata da chirurghi generali, urologi, anestesisti e personale infermieristico specializzato ha eseguito un'operazione combinata in laparoscopia per il trattamento simultaneo di tre distinte patologie oncologiche: una neoplasia del colon, una renale e una voluminosa lesione ovarica.

La scelta della tecnica mini-invasiva si è rivelata decisiva per il buon esito dell'operazione. Il decorso post-operatorio è stato regolare e, grazie all'applicazione di un protocollo di riabilitazione precoce, la paziente ha potuto beneficiare di un rapido recupero funzionale, evitando le complicanze tipiche della chirurgia tradizionale in età avanzata.

Una sfida medica e tecnologica

"La complessità del caso era correlata sia alla presenza contemporanea di tre patologie oncologiche in distretti addominali diversi, sia all'età avanzata della paziente", spiega la dottoressa Maria Carmela Giuffrida, direttore della struttura complessa di Chirurgia generale. "Si è quindi optato per condurre l'intervento con approccio mini-invasivo laparoscopico, consentendo di trattare le tre neoplasie nella stessa seduta, con minore trauma operatorio e migliore controllo del dolore post-operatorio".

L'operazione ha richiesto un coordinamento perfetto tra le diverse specialità. "Si è trattato di una chirurgia tecnicamente delicata perché l'intervento renale in laparoscopia richiede estrema precisione nel controllo vascolare, nella preservazione del parenchima sano e nella gestione dei tempi chirurgici, soprattutto in un contesto combinato", precisa Giovanni Zarrelli, direttore della struttura complessa di Urologia. "La mini-invasività, in pazienti anziani, non è solo una scelta tecnologica ma un vero fattore prognostico, perché riduce complicanze respiratorie, perdita funzionale e tempi di allettamento".

Un'eccellenza piemontese

Il risultato conferma l'alto livello raggiunto dall'ospedale astigiano nella gestione di casi oncologici complessi. "Il risultato è stato possibile grazie agli elevati volumi di chirurgia del colon retto eseguiti dalla Chirurgia generale ed alla consolidata esperienza dell'équipe chirurgica ed urologica nella chirurgia mini-invasiva avanzata", commenta il direttore generale dell'ASL AT, Giovanni Gorgoni.

I numeri testimoniano l'importanza del presidio astigiano nel panorama sanitario regionale. Nel corso del 2025 la Chirurgia generale ha eseguito 1526 interventi, di cui 446 in emergenza. Secondo il Piano Nazionale Esiti, il Cardinal Massaia (insieme all'ospedale degli Infermi di Ponderano-Biella) occupa il quinto posto in Piemonte per numero di interventi chirurgici per tumore al colon, posizionandosi subito dopo le grandi aziende ospedaliere come Molinette, Mauriziano, Maggiore della Carità di Novara e l'IRCC di Candiolo.

Redazione

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