Un appuntamento da non perdere per chi vuole comprendere le complesse dinamiche geopolitiche che stanno ridisegnando gli equilibri mondiali.
Venerdì 13 febbraio alle ore 21, la biblioteca di Roatto in piazza Piemonte ospiterà Domenico Quirico, uno dei più autorevoli giornalisti e inviati di guerra italiani, in un incontro organizzato dall'Associazione Culturale "La Stele di Nettuno" con il patrocinio del Comune di Roatto, nell'ambito del ciclo "i venerdì della Stele".
Un testimone privilegiato dei conflitti del nostro tempo
Domenico Quirico, nato ad Asti nel 1951, è caposervizio esteri de La Stampa e figura di riferimento nel giornalismo italiano quando si parla di crisi internazionali. La sua carriera lo ha portato nei teatri di guerra più difficili del pianeta: dal Darfur al Sudan, dall'Uganda alla Tunisia ed Egitto, documentando in particolare le cosiddette primavere arabe.
La sua esperienza professionale porta con sé anche cicatrici profonde: nell'agosto 2011 venne rapito in Libia e liberato dopo due giorni; ma l'esperienza più drammatica risale al 9 aprile 2013, quando in Siria fu sequestrato e tenuto prigioniero per cinque mesi, fino all'8 settembre 2013, quando venne liberato grazie a un intervento dello Stato Italiano.
L'età del disordine: un mondo senza orizzonte
L'incontro, che vedrà Quirico intervistato da Mario Renosio – già direttore dell'ISRAT di Asti – si concentrerà su quello che il giornalista definisce "l'età del disordine", un'epoca inaugurata dalla fuga americana dall'Afghanistan e dall'attacco di Putin all'Ucraina.
"Con la fuga americana dall'Afghanistan e l'attacco di Putin all'Ucraina si è avviata l'età del disordine", sostiene Quirico, descrivendo un panorama internazionale in cui due guerre ci passano vicino mentre noi, con informazioni incomplete e frammentarie, cerchiamo di ignorarle.
Il vicolo cieco della guerra in Ucraina
Sulla guerra in Ucraina, Quirico offre un'analisi lucida e spietata: "nessuno può vincere e tutti stanno perdendo".
Il conflitto prosegue quasi per inerzia, caratterizzato dalla "progressiva scomparsa di ogni obiettivo definibile", diventata ormai la vera chiave della guerra. Si combatte e si muore senza un orizzonte chiaro, rendendo i negoziati meri strumenti tattici, segni di possibili vantaggi temporanei piuttosto che percorsi verso una soluzione.
Gaza: un problema senza soluzione
Ancora più complessa l'analisi sulla tregua di Gaza e sul rapporto tra palestinesi e Israele, che Quirico definisce senza mezzi termini "un problema insolvibile".
Il motivo è drammaticamente semplice: "ci sono due popoli che vogliono una terra e la vogliono tutta, non metà o pezzetti, tutta. E hanno ragione entrambi, perché entrambi hanno costruito un gigantesco elenco di violenze e soprusi reciproci stilato in 75 anni di questa tragedia infinita e non c'è nessuno che quell'elenco possa stracciare, per ricominciare da capo".
Un incontro per capire il nostro tempo
In un'epoca in cui le informazioni ci arrivano frammentate e spesso distorte, l'opportunità di ascoltare un testimone diretto che ha vissuto sulla propria pelle le tragedie dei conflitti contemporanei rappresenta un'occasione preziosa per comprendere la complessità del mondo in cui viviamo.
L'incontro, a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili, si terrà nella biblioteca di Roatto in Piazza Piemonte a partire dalle ore 21.














