/ Regione

Regione | 08 febbraio 2026, 10:20

“Il Comune è la prima istituzione dello Stato”: Davide Gilardino racconta il suo impegno da sindaco

Il presidente dei sindaci piemontesi chiede semplificazioni, risorse e strumenti concreti per i territori

Davide Gilardino

Davide Gilardino

Davide Gilardino, presidente della provincia di Vercelli, sindaco di Ronsecco VC e, dall’ottobre 2024, presidente dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci) della regione Piemonte. 

Qual è la richiesta più urgente che i sindaci piemontesi rivolgono al Governo?

"Il Piemonte è tra le regioni d’Italia con il maggior numero di Comuni (1.180, n.d.r.) e le esigenze variano in base alla dimensione demografica con necessità di risposte differenziate per un territorio molto eterogeneo. I piccoli Comuni chiedono la semplificazione delle procedure amministrative insieme con le risorse destinate a rafforzare la coesione sociale nelle aree marginali e a maggiore rischio di diradamento, mentre l’esigenza principale dei grandi Comuni è di avere a disposizione strumenti più efficaci per la programmazione delle risorse, con particolare attenzione alla rigenerazione urbana e alla sicurezza dei cittadini".

Sul tema dell’autonomia differenziata, le posizioni di Anci sono articolate. Qual è il punto di equilibrio che lei propone?

"Il tema dell’autonomia differenziata riguarda maggiormente le competenze regionali, non impattando direttamente sulla vita degli enti locali. Ritengo che maggiori competenze lasciate ai territori, con risorse appropriate, possano aiutare a dare risposte più concrete ai diversi bisogni dei Comuni".

A livello nazionale emerge la difficoltà dei Comuni a far quadrare i bilanci con costi fissi sempre più elevati. Quanto pesa questa situazione sui territori piemontesi?

"Le risorse che lo Stato eroga agli enti locali sono sempre maggiori. Come Anci Piemonte ci confrontiamo costantemente con il Governo nazionale e regionale per individuare le azioni e le risorse che più tendono a garantire i servizi e gli investimenti sui territori".

Il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) è visto come una grande opportunità ma anche come una corsa contro il tempo. I Comuni piemontesi sono nelle condizioni di rispettare scadenze e obiettivi?

"I Comuni piemontesi hanno percentuali del Pnrr superiori al 95%. Siamo fiduciosi che tutti gli obiettivi verranno raggiunti e che, se si dovessero verificare piccoli rallentamenti dovuti da imprevisti non imputabili all’ente locale, sicuramente si troveranno misure correttive con il Governo".

Spopolamento e aree interne sono un’emergenza nazionale condivisa da molti suoi colleghi presidenti ANCI. Qual è oggi la fotografia del Piemonte?

"Alcune aree interne stanno maturando un’inversione di rotta come, per fare un esempio, l’Unione montana dei comuni della Valsesia (VC). Spetta ai territori incentivare misure di coesione per rendersi di nuovo attrattivi e, nel contempo, come ANCI Piemonte continueremo a proporre al Governo misure per garantire gli stessi servizi nelle aree più periferiche".

Quali servizi essenziali sono maggiormente a rischio nei territori più periferici?

"Dobbiamo lavorare sui trasporti pubblici locali, sulla sanità territoriale e sui servizi commerciali di prima necessità. Spesso le aree interne marginali sono quelle su cui dobbiamo investire maggiormente per valorizzare le eccellenze del patrimonio culturale, enogastronomico e paesaggistico spesso nascoste e/o rimaste sconosciute ai più, al fine di definire un’identità territoriale chiara, originale e riconoscibile".

Il riordino delle Province è tornato nel dibattito nazionale. Quale riforma concreta chiedono oggi i territori?

"I territori chiedono di avere una Provincia che sia di nuovo Ente di collegamento tra il Comune, la Regione e lo Stato e che sia in grado di essere in concreto la casa dei Comuni e che possa erogare specifici servizi fondamentali, in particolare per i più piccoli, oggi troppo spesso affidati a società esterne. La realtà è che molti piccoli Comuni non hanno al proprio interno né l’ufficio tecnico né l’ufficio ragioneria. Queste funzioni potrebbero essere demandate all’ente provinciale".

I sindaci chiedono più strumenti sulla sicurezza urbana e sulla gestione del disagio sociale. È una priorità anche per ANCI Piemonte?

"Assolutamente sì. Dopo gli incresciosi fatti di Torino, i sindaci non tollerano più le occupazioni abusive sui loro territori. D’intesa con Forze dell’ordine e con gli Enti di governo vogliano mettere in campo azioni immediate per sgomberare senza se e senza ma, finalizzate al ripristino della legalità e alla costante protezione delle comunità".

Molti Comuni segnalano la difficoltà a reperire segretari comunali, necessari per la legalità e il funzionamento degli Enti. Quali soluzioni servono con urgenza a livello nazionale?

"Il problema è ancora di più sentito in Piemonte e in Lombardia perché sono le Regioni con il maggior numero di piccoli Comuni. Come ANCI Piemonte abbiamo proposto ad ANCI nazionale di chiedere che venga implementato il finanziamento ai Comuni che vogliono sottoscrivere convenzioni stabili per il servizio di segreteria generale con 40.000 euro a carico del Governo. In questo modo si eviterebbe il proliferare di segretari comunali a scavalco (che esercitano in più Comuni contemporaneamente, n.d.r.) che non riescono a garantire la continua operatività all’interno dei municipi. Siamo certi che questo progetto sarà valutato con attenzione anche nei tavoli nazionali".

Nel confronto con gli altri presidenti ANCI regionali, qual è la battaglia su cui i Comuni italiani possono presentarsi uniti?

"Battaglie no, ma uniti con il dialogo per un fruttuoso confronto con il Governo regionale e nazionale sì, per condividere la migliore soluzione dei problemi che viviamo ogni giorno".

Recentemente lei ha incontrato il Papa Leone XIV. Qual è stato il contenuto del momento?

"Sono stato in udienza dal Santo Padre il 29 dicembre insieme agli altri presidenti ANCI e ad alcuni colleghi sindaci. Ero emozionato e onorato di omaggiare il Sommo Pontefice del simbolo di Vercelli, il rosone della Basilica di Sant’Andrea, oltre al ricordo di Sant’Eusebio, santo patrono del Piemonte e di Vercelli, figura rilevante per la cristianità. Le sue parole hanno rilevato sia una profonda comprensione del ruolo dei sindaci-amministratori locali sia il sentimento dell’impegno per il bene comune dei cittadini".

Perché ha deciso di fare il sindaco?

"Per non dovere sempre chiedere ma per risolvere, per migliorare la comunità, per offrire servizi efficienti e in grado di garantire una buona qualità della vita, per rilanciare e promuovere il territorio superando la fase delle parole. Il nostro patrimonio storico, artistico e culturale è ricco e meritevole di essere conosciuto e apprezzato a partire anche da noi stessi. Da ventidue anni è questo il mio obiettivo quotidiano".

I nostri Costituenti avevano definito i Comuni come la cellula formatrice dello Stato e la nuova formulazione del 2001 dell’art. 114 della nostra Costituzione elenca il Comune proprio alla prima posizione dell’organizzazione della Repubblica italiana. Davide Gilardino è un sindaco di prossimità, in equilibrio tra autorità e servizio e che consuma le suole delle scarpe, giorno dopo giorno, per la fattiva operosità. Nel solco del messaggio di Papa Leone XIV.

Pierluigi Lamolea

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium