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Economia e lavoro | 05 febbraio 2026, 07:20

Lavoro nero e abusivismo, nell'Astigiano a rischio la metà delle attività artigiane

I dati regionali evidenziano 2.952 realtà locali schiacciate da chi non paga le tasse: edilizia ed estetica i settori più colpiti

Lavoro nero e abusivismo, nell'Astigiano a rischio la metà delle attività artigiane

È una battaglia silenziosa ma logorante quella che si combatte quotidianamente nel tessuto economico locale. Nell'Astigiano, sono 2.952 le imprese artigiane che ogni giorno devono far fronte a una pressione insostenibile derivante da pratiche commerciali scorrette. Il dato emerge con forza dall'ultimo rapporto Galassia elaborato da Confartigianato, che fotografa una situazione critica: nella provincia di Asti, il 49,4% del totale delle attività artigiane subisce la concorrenza di operatori che agiscono nell'ombra, sfuggendo a tasse, normative e costi della sicurezza.

A livello regionale, il Piemonte conta oltre 57mila attività in queste condizioni, un vero e proprio esercito di professionisti che include muratori, acconciatori, estetisti, meccanici, elettricisti e idraulici. Si tratta di settori vitali per l'economia di prossimità che, tuttavia, si trovano a competere con un mercato parallelo che non rispetta le regole del gioco. Se Torino guida la classifica regionale per numeri assoluti, la percentuale astigiana sfiora la metà dell'intero comparto produttivo locale, segnale inequivocabile di quanto il fenomeno sia radicato anche nelle province meno popolose.

Le categorie più esposte sono quelle che entrano nelle case dei cittadini o si occupano della cura della persona. In tutta la regione si contano oltre 17mila imprese edili, più di 10mila nel settore benessere (acconciatura ed estetica) e oltre 6mila autofficine che devono difendersi da chi opera senza licenze e senza oneri fiscali. A questi si aggiungono elettricisti, pittori, idraulici, tassisti e manutentori del verde. 57.211 imprese piemontesi che operano alla luce del sole si scontrano con chi, invece, rimane nel sommerso.

Il contesto nazionale delineato dal 20esimo rapporto di Confartigianato è preoccupante. Il valore dell'economia non osservata è stimato in 217,5 miliardi di euro, pari al 10,2% del PIL nazionale. Di questa cifra enorme, ben 77,2 miliardi derivano dal lavoro irregolare, una voce che da sola incide per il 3,6% sul Prodotto Interno Lordo. La tendenza, purtroppo, è in peggioramento: in un solo anno il sommerso è cresciuto del 7,5%, trainato da un balzo dell'11,3% del lavoro irregolare. Nei servizi, che includono le attività creative e di cura della persona, il tasso di irregolarità tocca il 13,1%, mentre nelle costruzioni si attesta al 10,3%.

Di fronte a questi numeri, la posizione dell'associazione di categoria è netta. "La concorrenza sleale non è una scorciatoia innocua: è una distorsione sistemica che soffoca chi lavora onestamente", dichiara Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte. Secondo Felici, il danno non è solo economico ma sociale: "A pagare il prezzo più alto sono le imprese regolari, ma anche i cittadini, esposti a lavori non sicuri, senza garanzie e senza alcuna tracciabilità".

Il presidente pone l'accento sulla necessità di un cambio di passo nei controlli, suggerendo che spesso la mano pubblica sia pesante con chi è già tracciato e troppo leggera con i fantasmi del fisco. "L’impressione generale è che da parte delle istituzioni si preferisca infierire sui contribuenti e sugli operatori tracciati piuttosto che sul sommerso, perché è senz’altro più facile", sottolinea.

Particolarmente delicata è la situazione nel settore benessere, dove l'abusivismo trascende la questione economica per diventare un problema di salute pubblica. Senza formazione continua e rispetto dei protocolli igienico-sanitari, il rischio per i clienti è elevato: "Chi opera fuori dalle regole mette a rischio i clienti e scredita un intero settore fatto di professionalità e investimenti", conclude il presidente, invocando azioni coordinate e strumenti rapidi di segnalazione per tutelare chi, nell'Astigiano e in tutto il Piemonte, continua a investire nella legalità.

Redazione

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