L'ondata di furti che a fine 2025 aveva scosso la tranquillità di Viatosto e Valmanera non è rimasta inascoltata. Quell'allarme sociale, partito dai residenti esasperati per le continue intrusioni, ha dato la genesi a un testo normativo che ora approda ufficialmente sui banchi di Palazzo Lascaris. Uniti si può e il Partito Democratico di Asti hanno infatti comunicato il deposito in Regione della proposta di legge a firma del consigliere astigiano Fabio Isnardi, pensata per istituire cofinanziamenti destinati all’installazione di sistemi di sicurezza nelle case private.
Un provvedimento che nasce dal basso, plasmato sulle richieste di chi ha vissuto in prima persona la vulnerabilità domestica, e che punta a trasformare la preoccupazione in prevenzione strutturale.
Aiuti diretti alle famiglie
Il cuore della proposta è semplice quanto pragmatico: riconoscere incentivi economici e sgravi a chi decide di investire nella protezione della propria casa. Il testo prevede infatti che i privati possano ricevere un sostegno pubblico per installare allarmi e dispositivi di sicurezza passiva.
"La proposta nasce da un lavoro condiviso sul territorio" spiegano i promotori nella nota congiunta, evidenziando come l'obiettivo sia "offrire alle famiglie strumenti concreti per la tutela delle proprie abitazioni". Una misura che va oltre la sorveglianza pubblica, mettendo risorse direttamente nelle tasche dei cittadini per innalzare il livello di difesa delle singole proprietà.
La prova del voto in Regione
Con il deposito del testo, la palla passa ora alla politica regionale. Per l'opposizione astigiana, si tratta di un passaggio chiave per verificare le reali intenzioni della maggioranza di centrodestra su un tema sensibile come la sicurezza. "Il percorso della proposta testimonia la volontà di tradurre le esigenze del territorio in interventi normativi efficaci, lontani dalla propaganda", sottolineano i consiglieri di Pd e Uniti si può, lanciando un appello esplicito: "Ci auguriamo che i rappresentanti del centrodestra in regione appoggino questa iniziativa e che la proposta possa presto diventare legge".
L'iter legislativo che si apre ora dovrà stabilire se l'istanza partita dalle colline astigiane potrà diventare un modello di sostegno valido per tutto il Piemonte, offrendo una "sicurezza vera" — come la definiscono i promotori — fatta non di slogan, ma di impianti funzionanti.














