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Politica | 10 febbraio 2026, 07:40

Omicidio Zoe, le consigliere Ferlisi e Briccarello: "Il ddl sugli stupri è un passo indietro, solo il sì è sì"

Il documento di minoranza critica le modifiche in Parlamento che spostano il baricentro dal consenso al "dissenso", chiedendo una legge chiara e un maggiore impegno nella prevenzione

Omicidio Zoe, le consigliere Ferlisi e Briccarello: "Il ddl sugli stupri è un passo indietro, solo il sì è sì"

Un forte appello a non approvare il disegno di legge sugli stupri così come è stato modificato in Commissione Giustizia. Le consigliere comunali di minoranza di Asti, Maria Ferlisi (Partito Democratico) e Vittoria Briccarello (Uniti si Può), hanno diffuso un comunicato stampa per esprimere "forte preoccupazione e profondo disappunto" per il testo in discussione, ritenuto un pericoloso passo indietro nelle tutele delle donne. La presa di posizione arriva, sottolineano le firmatarie, "purtroppo in concomitanza con il femminicidio della giovanissima Zoe a Nizza Monferrato".

"La proposta avrebbe dovuto affermare con chiarezza un principio semplice e comprensibile da chiunque: solo sì è sì. Ogni rapporto sessuale senza consenso è violenza", si legge nel documento. Le consigliere criticano l’introduzione di un cambio di paradigma, che sposta il baricentro dal consenso al cosiddetto "dissenso", cioè "sulla necessità che la vittima dimostri di aver espresso un rifiuto chiaro, manifesto e riconoscibile". Questo, a loro avviso, significa "ribaltare la prospettiva: non più verificare se vi sia stato un consenso libero e consapevole, ma se la persona offesa sia riuscita a opporsi in modo ritenuto sufficiente".

Una riduzione delle pene e un messaggio sbagliato

Il testo modifica anche il quadro sanzionatorio, prevedendo "una riduzione delle pene per alcune fattispecie di violenza sessuale cosiddetta ‘semplice’", un elemento che secondo le consigliere trasmette "un messaggio sbagliato e pericoloso". Il problema principale, evidenziano, non è l’assenza di norme ma "la loro applicazione concreta", con migliaia di violenze sommerse e troppe vittime che non si sentono protette.

Le firmatarie chiedono quindi una "norma chiara, semplice e comprensibile, in linea con quanto già avviene in molti Paesi europei", affiancata da un investimento strutturale su formazione degli operatori, potenziamento dei centri antiviolenza, percorsi di protezione efficaci e educazione al rispetto nelle scuole.

Il comunicato è sostenuto dall’adesione degli altri consiglieri di minoranza del Comune di Asti. Le consigliere annunciano inoltre l’intenzione di coinvolgere le amministratrici attive sul territorio astigiano per sensibilizzare ulteriormente su un tema considerato "una responsabilità collettiva".

Redazione


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