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Teatro e cinema | 15 febbraio 2026, 13:16

Trionfo al Teatro Alfieri: La Bohème incanta Asti tra applausi e tutto esaurito [GALLERIA FOTOGRAFICA]

Scenografie d’arte e voci internazionali hanno impreziosito una serata di grande arte e il pubblico ha premiato la qualità dell'allestimento

Galleria fotografica a cura di Merfephoto - Efrem Zanchettin

Galleria fotografica a cura di Merfephoto - Efrem Zanchettin

Un Teatro Alfieri gremito in ogni ordine di posti ha accolto, ieri sera, il debutto nazionale della nuova produzione 2026 de La Bohème. Le note immortali di Giacomo Puccini hanno risuonato in una sala vibrante di aspettativa, confermando che la grande lirica ha ritrovato una casa accogliente e appassionata nel cuore di Asti. L'evento, andato in scena sabato 14 febbraio alle 21, ha segnato un nuovo punto fermo nella stagione culturale cittadina, registrando un tutto esaurito che premia la qualità artistica e la visione strategica dietro l'iniziativa.

Sul palco, la vicenda universale di amore e fragilità tra Mimì e Rodolfo ha preso vita grazie a un cast di alto livello. Gli applausi più calorosi sono andati alla "padrona di casa", il soprano astigiano di fama internazionale Erika Grimaldi, che ha vestito i panni della protagonista con intensità e maestria. Accanto a lei, hanno convinto le interpretazioni di Haiyang Guo (Rodolfo), William Allione (Marcello), Aleksandrina Mihaylova (Musetta), Francesco Cascione (Schaunard), Davide Sodini (Colline) e Armando Ariostini nei doppi panni di Benoit e Alcindoro. La regia di Stefano Ferrara e la direzione d’orchestra del maestro Aldo Salvagno, alla guida dei musicisti della Fondazione Fossano Musica, hanno tessuto una trama musicale e scenica impeccabile, arricchita dalle opere e dalla performance dell'artista astigiano Gian Luigi Delpin, in arte MAC, che ha donato all'allestimento un tocco visivo unico.

Il successo della serata non è frutto del caso, ma il risultato di un preciso disegno di valorizzazione territoriale. Un plauso particolare va all’impegno dell'Amministrazione comunale e, in prima linea, all’assessore alla Cultura Paride Candelaresi, che ha lavorato con dedizione per portare ad Asti un progetto di tale caratura. "La Bohème che è andata in scena è un progetto pensato appositamente per Asti", aveva sottolineato Candelaresi presentando l'evento, evidenziando la volontà di creare proposte su misura per la città che valorizzino anche le eccellenze locali. Una visione condivisa dal sindaco Maurizio Rasero, che ha rimarcato come lavorare per un'offerta culturale a 360 gradi porti frutti tangibili come il sold out registrato ieri.

Ma il trionfo della prima ufficiale è stato preceduto da un altro segnale incoraggiante. Venerdì 13 febbraio, alle 20, le soffitte parigine si erano già animate per un pubblico speciale: circa 150 studenti delle scuole secondarie astigiane. L'Amministrazione ha voluto fortemente questa prova generale aperta, permettendo ai ragazzi di avvicinarsi gratuitamente al mondo del melodramma. "L'iniziativa si pone l'obiettivo di aprire sempre di più il Teatro alle giovani generazioni", ha spiegato Rasero, mentre Candelaresi ha espresso grande soddisfazione nel vedere i giovani studenti astigiani appassionarsi a un capolavoro senza tempo.

Tra la freschezza dell'anteprima scolastica e la solennità della prima nazionale, Asti ha vissuto un fine settimana all'insegna della grande cultura, dimostrando che la sinergia tra istituzioni e realtà artistiche come l’Impresa Lirica Tamagno e il Circuito Lirico Piemontese è la chiave per mantenere vivo il teatro.

Redazione

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